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Sanità in tilt, la Cisl: "Si continua a esternalizzare e c'è stata


TRENTO. "Il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, ha commentato i disservizi che da mesi affliggono il sistema informatico sanitario trentino con le citazioni di Machiavelli e don Pino Puglisi. Comprendiamo la tensione di chi, in queste settimane, si è trovato a gestire un sistema che va costantemente in tilt".

A intervenire Giuseppe Pallanch, segretario generale della Fp Cisl, e Sandro Pilotti, segretario sanità del sindacato di via Degasperi.

"Ma proprio richiamandoci a don Puglisi, ci sembra giusto ricordare anche l'altra sua frase, forse la più conosciuta: 'Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto'. E' un principio di responsabilità condivisa, che vale per tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, non solo per chi oggi porta il peso più visibile. E allora sia proprio il direttore generale il primo a fare la sua parte, con scelte concrete e verificabili, prima di chiederla agli altri".

Il punto che come organizzazione sindacale "continuiamo a porre riguarda infatti le scelte a monte", aggiungono Pallanch e Pilotti. "Quando si esternalizza un servizio essenziale come quello informatico sanitario, si esternalizza un'attività, non il rischio: la responsabilità verso i cittadini e verso chi lavora ogni giorno nei servizi resta comunque in capo all'Azienda pubblica. E' per questo che chiediamo che quella responsabilità venga esercitata fino in fondo, anche nei confronti di chi fornisce il sistema, e non solo richiamata a parole nei momenti di difficoltà".

La Cisl Fp ringrazia "il personale sanitario e non, che con il proprio impegno quotidiano ha permesso di tenere e di resistere a questa situazione così grave" e chiede di rivedere l'organizzazione generale. "Oggi troppo accentrata: serve un modello di responsabilità diffusa, che coinvolga davvero i reparti e i territori, ma che resti interno all'Azienda, non appaltato all'esterno. Inoltre bisogna evidenziare che c'è stata fretta nel dismettere il vecchio sistema per avviare il nuovo programma informatico dato in appalto, senza prevedere un utilizzo parallelo tra i due sistemi che avrebbe permesso una transizione più sicura. Un programma, tra l'altro, imposto al personale senza ascoltarne prima le necessità e, successivamente, le criticità che lo stesso personale ha continuato a segnalare".

Una scelta nel mirino dei sindacati. "Nessuno vuole difendere il vecchio per il gusto di non cambiare: cambiare e migliorare è necessario e come organizzazione sindacale non ci siamo mai sottratti a questo confronto. Ma qui non si tratta di una scelta astratta tra innovazione e conservazione: si tratta di scegliere, molto concretamente, tra un sistema che funzionava e un altro che, a oggi, non funziona. Non è una differenza da poco. E' bene che venga guardata in faccia per quello che è senza sovrapporla a un dibattito più generale che la sanità trentina, con tutti i problemi che la attraversano, non può permettersi di confondere".

Il sindacato di via Degasperi ricorda gli accordi politici. "Non partiamo infatti da zero. Il 5 dicembre 2022 era stato sottoscritto un protocollo che prevedeva un percorso di reinternalizzazione proprio per riportare sotto il controllo diretto dell'Azienda alcune funzioni critiche, incluse quelle informatiche. Quell'impegno non ha trovato attuazione. Riteniamo che i disservizi di queste settimane siano anche la conseguenza di questo ritardo. E' per questo che chiediamo che il protocollo venga finalmente applicato e che la Provincia, Asuit e le organizzazioni sindacali si confrontino su tempi e modalità, anche alla luce della verifica indipendente annunciata con il Politecnico di Milano, i cui esiti auspichiamo vengano condivisi anche con le parti sociali. Forse, oltre alle citazioni, in questo momento servirebbe soprattutto un po' più di umiltà. Come si dice: sbagliare è umano, perseverare nell'errore è diabolico", concludono Pallanch e Pilotti.