Decimomannu.
23 agosto 2026 alle 01:20
La trovata di marketing per finanziare la sagra spacca fedeli e residentiA poco più di un mese dall’inizio della storica sagra di Santa Greca, Decimomannu si ritrova immersa in un acceso dibattito che va oltre i confini del semplice folklore cittadino.
A scatenare il confronto tra residenti, fedeli ed esponenti istituzionali è stata la campagna di autofinanziamento promossa dall’Associazione Santa Greca, guidata dalla presidente Daniela Garau, in collaborazione con il brand sardo Dinicri.
L’iniziativa prevede la vendita di una linea di magliette in cotone che reinterpreta l’immagine del simulacro in chiave grafica contemporanea affiancata da slogan pop d’impatto.
Tra le frasi contestate spiccano “Eat, Sleep, Sant’Arega, Repeat”, rielaborazione del tormentone di Fatboy Slim, e «Tutte belle...ma Sant’Arega...».
Critiche
La trovata, pensata per coinvolgere i più giovani e sostenere i costi organizzativi, ha spaccato la comunità.
Da un lato c’è chi la considera una moderna operazione di marketing territoriale; dall’altro, una parte di fedeli e membri del comitato locale dissente, temendo che l’uso dell’intelligenza artificiale e il linguaggio commerciale svuotino la festa del suo secolare valore religioso riducendola a un mero evento ludico.
La sindaca
Di fronte alle polemiche, la sindaca Monica Cadeddu è intervenuta con fermezza a difesa dell’associazione richiamando al rispetto per il lavoro dei volontari: «Le magliette non nascono per svilire la Santa ma come nuovo strumento di autofinanziamento in un momento in cui la questua non garantisce più le risorse di un tempo. Fede e tradizione possono convivere con nuovi linguaggi, la tradizione si difende anche trovando nuovi modi per raccontarla e trasmetterla alle nuove generazioni».
L’associazione
A spiegare le ragioni economiche dell’iniziativa è la stessa presidente dell’associazione, Daniela Garau: «Conservare e trasmettere il patrimonio culturale è il nostro obiettivo principale. Organizzare le processioni con la banda, i suonatori di launeddas, i gruppi in costume e i fuochi d’artificio ha costi notevoli. I fondi pubblici e le offerte private sono sempre più esigui, mentre le spese sono aumentate. Come già fatto con la lotteria o le tazze commemorative, abbiamo introdotto le magliette per coprire le uscite: non pensavamo potessero suscitare simili polemiche».
Il parroco
Sulla vicenda è arrivato anche il commento di don Andrea Lanero, parroco del paese e presidente del Comitato Santa Greca Unesco, che ha smorzato i toni rispetto ai timori di desacralizzazione del patrimonio immateriale: «Semplicemente questo tipo di promozione viaggia e deve viaggiare su un altro livello rispetto a quello del Comitato Unesco. In ogni caso, il tipo di linguaggio utilizzato e la grafica non offendono in alcun modo il culto o i costumi».
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