Bologna, 2 settembre 2026 – Dai basoli di via Santo Stefano, ricoperti da una colata di asfalto perché martoriati dai bus, alla “gestione delle piazze in centro” dopo la chiusura dell’area Garisenda, fino al restyling del ‘vecchio’ Dall’Ara, al parcheggio interrato in piazza Roosevelt, alla Cittadella della giustizia alla Staveco. È una lunga e sentita lettera quella di Raffaele Milani, presidente di Italiano Nostra, al sindaco Matteo Lepore, dopo l’intervento di riasfaltatura sull’asse Santo Stefano-Farini. Una missiva che parte dagli ultimi cantieri e arriva a criticare la mancanza di “una visione approfondita”.
“Noi di Italia Nostra – sintetizza Milani – abbiamo criticato tante cose, atti e idee e, oltre alla difesa della città storica che abbiamo visto offesa in vario modo, teniamo molto anche alla buona organizzazione di tutta la città, ora estesissima”. Milani chiama in causa anche il lungo post che, qualche giorno fa, Lepore ha affidato ai social per “chiedere scusa” dei disagi dovuti ai cantieri: “Ci saremmo aspettati che queste scuse promuovessero un’attenuazione di atteggiamenti univoci, assolutamente decisori, e che si instaurasse una vera sensibilità per ricomporre l’amarezza del vissuto quotidiano in una serie di incontri costruttivi con tavoli assieme ai movimenti cittadini e alle associazioni”.
“Purtroppo non è accaduto niente di nuovo – prosegue Milani –. Anzi, ci troviamo con un forte progetto per un nuovo stadio, certamente importantissimo, che significa però consumo di suolo: perché non ripensare il restyling del vecchio Dall’Ara? E ci troviamo con splendide strade del centro, come via Santo Stefano e via Farini, asfaltate senza rispetto per i materiali antichi, i basoli. Non parliamo di interventi provvisori, perché abbiamo visto com’è andata in piazza Rossini. Inoltre troviamo contraddittorie certe decisioni: si parla del verde, con riunioni inutili fatte solamente di comunicazioni, senza partecipazione o voce critica, e non si parla di orti e giardini interni, né si citano lavori e progetti dell’Ufficio Centro Storico fino al 2000. Centinaia di pagine sul verde mai considerate. Tutto appare come improvvisato, fatto in velocità, senza una ricerca approfondita”.
E ancora, nel mirino come detto finiscono pure la Staveco e piazza Roosevelt: “Abbiamo sempre criticato la soluzione del Parco della Giustizia perché, da quel che si capisce, il progetto sarà una cementificazione organizzata con filari d’alberi: sarebbe stato utile, invece, un vero polmone verde lungo il viale. Anche il cosiddetto giardino di piazza Roosevelt, con antiche memorie nel sottosuolo, non va bene e potrebbe incentivare il flusso delle auto con il parcheggio previsto”.
“Ma dove sono le ricerche, gli studi, un progetto nella sua complessità? – chiude Milani – La nostra missione è tutelare, conservare e valorizzare la memoria storica e i nostri beni, ecco perché siamo partiti dalle scuse del sindaco, da cui però non vediamo nascere nulla. È vero che è difficile governare una città, ma ci siamo trovati per anni in mezzo ai lavori del tram e ora si parla già di stadio nuovo, mentre invece la situazione in collina è quella che è. È un problema radicato, ma la nostra è una critica civile, perché qualunque sia il colore politico, noi ribadiamo semplicemente il principio di una città attiva e democratica”.