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Sarr ribalta il mercato Juve: da ripiego a sorpresa, perché Kessié può diventare un lontano ricordo


19 settembre 2026, 07:45 

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TORINO - E se, quando la volpe non arriva all’uva, non perdesse tempo a dire che è acerba e, invece, concentrasse i suoi sforzi nel trovare un frutto migliore? E se, persa l’occasione di portare Kessié a Torino, la Juventus avesse trovato in Pape Matar Sarr, definito da Spalletti «un cavallino di razza», un acquisto più funzionale al progetto?

È ancora troppo presto per i giudizi definitivi, ma la primissima fotografia racconta di come il club bianconero abbia motivo di rallegrarsi per come siano andate le cose in estate, senza rimpianti né rimorsi. Soltanto certe volte capita che il pensiero possa ancora andare al centrocampista ivoriano: perché è innegabile che fosse l’obiettivo numero uno e perché il modo in cui si è consumata la rottura con l’entourage è ancora da digerire appieno.

Juve-Atalanta, l'incrocio

L’incrocio tra i due, domenica in Juventus-Atalanta, è senza dubbio uno dei tanti temi che il match si porta dietro. E allora è il caso di ripercorrere velocemente la vicenda. I bianconeri, e lo stesso Spalletti, avevano messo Kessié in cima alla lista dei desideri per alzare il livello della mediana e, soprattutto, quello dell’esperienza e del carisma dello spogliatoio. Una lunga trattativa, gli incontri milanesi con l’agente, una strada che sembrava ormai dritta e in discesa verso il traguardo.

Kessie, la Juve e Sarr

Il 29 agosto la rottura definitiva: il calciatore ringrazia – soprattutto Spalletti -, ma comunica che non ci sono più margini per continuare la trattativa. Nel frattempo, l’Atalanta, con Cristiano Giuntoli in regia, accelera e, grazie anche all’ottimo rapporto tra l’entourage e i Percassi, chiude l’affare in men che non si dica. E grazie anche ad un’offerta di contratto più redditizia e più lunga di quanto offrisse la Juve. Di conseguenza, la squadra mercato della Continassa si rimette in moto e in tempi brevi finalizza l’acquisto, in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni, di Sarr dal Tottenham.

Come arrivano i due all’incrocio di domani sera all’Allianz Stadium? Il minutaggio è simile: 97 minuti per Kessié con la maglia della Dea, 109 minuti per Sarr. Il percorso decisamente diverso, perché il primo ha fatto il suo esordio pochi giorni dopo l’arrivo a Bergamo, mentre il senegalese è dovuto passare da un percorso di riabilitazione e riatletizzazione dopo un problema muscolare accusato nel finale dell’esperienza al Tottenham.

Sarr e la prova col Nec

Fin qui, Kessié ha offerto qualche spunto offensivo senza, però, riuscire a lasciare il segno in un’Atalanta che è ancora sulle montagne russe, alla ricerca della propria identità. Sarr, dopo l’esordio contro il Sassuolo, ha dato veramente prova di sé contro il Nec. Ha riempito - come usa dire Spalletti - la propria scatola partita di tante cose utili per la squadra. C’è la quantità delle corse e dei palloni recuperati, ma anche la qualità nel passaggio: 51 riusciti su 52 tentati per il 98% di precisione.

E poi anche una prova di carattere: a bordocampo, durante il match contro gli olandesi, un confronto schietto e aperto sulle situazioni di gioco con l’allenatore, segnale più che positivo e rimarcato dallo stesso tecnico di Certaldo. Infine, dettaglio mica da poco, Sarr ha cinque anni in meno di Kessié. In mezzo a tanti punti interrogativi, la certezza di una scelta - in qualche modo obbligata, certo -, che guarda al futuro e non all’immediato.

TORINO - E se, quando la volpe non arriva all’uva, non perdesse tempo a dire che è acerba e, invece, concentrasse i suoi sforzi nel trovare un frutto migliore? E se, persa l’occasione di portare Kessié a Torino, la Juventus avesse trovato in Pape Matar Sarr, definito da Spalletti «un cavallino di razza», un acquisto più funzionale al progetto?

È ancora troppo presto per i giudizi definitivi, ma la primissima fotografia racconta di come il club bianconero abbia motivo di rallegrarsi per come siano andate le cose in estate, senza rimpianti né rimorsi. Soltanto certe volte capita che il pensiero possa ancora andare al centrocampista ivoriano: perché è innegabile che fosse l’obiettivo numero uno e perché il modo in cui si è consumata la rottura con l’entourage è ancora da digerire appieno.

Juve-Atalanta, l'incrocio

L’incrocio tra i due, domenica in Juventus-Atalanta, è senza dubbio uno dei tanti temi che il match si porta dietro. E allora è il caso di ripercorrere velocemente la vicenda. I bianconeri, e lo stesso Spalletti, avevano messo Kessié in cima alla lista dei desideri per alzare il livello della mediana e, soprattutto, quello dell’esperienza e del carisma dello spogliatoio. Una lunga trattativa, gli incontri milanesi con l’agente, una strada che sembrava ormai dritta e in discesa verso il traguardo.