Baunei.
15 agosto 2026 alle 00:33
Da quarant’anni Roberto Valente lascia San Paolo per la costa orientaleDa quarant’anni un testimone silenzioso osserva Cala Luna scorrere davanti ai suoi occhi. Al di là del ponticello, sotto l’ombra di un albero, tutte le mattine sistema la bancarella di gioielli e piccoli manufatti. Da quell’angolo di spiaggia vede cambiare il paesaggio, il turismo, i volti. Vede bambini diventare adulti, padri lasciare il posto ai figli, un piccolo chiosco trasformarsi in ristorante. Ogni estate attraversa mezzo mondo perché ha scoperto che si può trovare casa anche a dodicimila chilometri da dove si è nati. Roberto Valente, 80 anni, vive a San Paolo in Brasile, nella vita ha esplorato 44 Paesi, dall'India al Nepal, dalla Thailandia a Bali, attraversato continenti alla ricerca di culture, artigianato e bellezza. Eppure, ogni estate, il suo viaggio ha sempre la stessa destinazione: Cala Luna.
Subito amore
Alle 9 del mattino parte da Gonone per raggiungere la spiaggia, dove resta fino a sera. Esperienze di lavoro in Austria, poi in Emilia Romagna, dove apre una boutique in cui lavora la pelle, confeziona borse, portafogli, cinture. «Sono arrivato in Sardegna nel 1986 quasi per caso – racconta Roberto -, e ho scoperto il Golfo di Orosei: ho pensato fosse un sogno, un pezzo di mondo speciale, la gente simpatica, allegra, accogliente, mi ha ricordato i brasiliani». È subito amore. Il suo carattere allegro e aperto lo aiuta a stringere legami con tante persone. Spettatore dei cambiamenti della spiaggia e del suo periodo d’oro, subito dopo la notorietà esplosa negli anni ‘70 grazie ai film “Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto” e “Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure”: «Quando sono arrivato era un paradiso selvaggio, c’era un fitto bosco e gli oleandri, sembrava un angolo di Amazzonia; in certe parti della cala non si riusciva a vedere il cielo. Restavo molto affascinato dai pastori che percorrevano la Codula di Luna».
I banchetti
Allora la spiaggia era una finestra sul mondo, convivevano persone con stili di vita, culture e modi di essere che fuori da lì era raro vedere riuniti nello stesso posto. «Non è vero che oggi sia frequentata da più persone – continua Roberto - negli anni Ottanta e Novanta ricordo comitive enormi che trascorrevano l'intera giornata qui a banchettare, persone di ogni genere». Oggi la vegetazione è più ordinata e la spiaggia è più curata, ma per lui conserva lo stesso fascino. Un luogo che negli anni è diventato famiglia. «Ho più amici qui che in Brasile – confessa – e non ho mai pensato di cambiare zona perché mi trovo benissimo. Non lo faccio certo per il guadagno – risponde ma per l’amicizia che mi lega a tante persone, alcuni come fratelli. Quando torno in Brasile, durante l’inverno, muoio di nostalgia e la notte sogno Cala Luna e questo mare». Quarant'anni dopo, la sua estate comincia ancora all'ombra dello stesso albero.
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