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Scarpe e giocattoli rubati nel Bellunese, ma la ladra è una volpe. «Non lasciate cibo in giro o tornerà»


ARSIÈ (BELLUNO) - Prima una ciabatta sparita dalla porta di casa. Poi una scarpa ritrovata duecento metri più avanti, in mezzo alla strada. Quindi sandali scomparsi dai cortili e ricomparsi nei punti più impensabili del paese. Da metà luglio a Incino di Arsiè si aggira una misteriosa ladra con una passione particolare per scarpe e accessori, che entra in azione soprattutto dopo il tramonto. Non forza porte e non cerca denaro o gioielli: la sua refurtiva preferita sono ciabatte, calzature e persino giochi per bambini.
«È una campionessa di furti silenziosi, con un metodo infallibile. Nessuno riusciva a beccarla, ma alla fine l'abbiamo colta in flagrante. È bellissima, ha uno sguardo profondo e due occhi grandi capaci di conquistare chiunque. Un piccolo particolare: sfoggia una lunga e folta pelliccia rossa», racconta Maria Zancanaro, residente della frazione.

L'identità misteriosa

Per settimane gli abitanti si sono interrogati sulla sua identità, finché avvistamenti e filmati hanno risolto il mistero. La ladruncola non è una femme fatale dalle unghie laccate di rosso, alla Michelle Pfeiffer o Angelina Jolie: ha quattro zampe, una lunga coda folta e un musetto appuntito. Il suo nome è Agostina, la "volpe malandrina" di Incino. «Avevo lasciato le ciabatte fuori dalla porta e la mattina dopo ne era rimasta soltanto una - racconta Maria -.

L'altra l'ho ritrovata duecento metri più avanti, in mezzo alla strada». La stessa sorte è toccata a altri compaesani come Dario, Marisa e Renzo, mentre Angelo ha trovato davanti casa una scarpa appartenente a un vicino.

Gli appostamenti per individuarla

È iniziata così una piccola indagine tra i residenti. La conferma è arrivata quando qualcuno l'ha sorpresa attraversare il paese con qualcosa in bocca. «Secondo noi è sempre lei. Prende una scarpa, la trascina e, quando si stufa, la lascia dove capita. È proprio una giocherellona», racconta Maria. Ad attirarla potrebbe essere l'odore delle calzature, grazie all'olfatto particolarmente sviluppato dei canidi. Ma Agostina non si ferma alle scarpe. Qualche sera fa, intorno alle 23, un villeggiante di Merano se l'è ritrovata davanti casa mentre cercava di prendere la palla dei bambini. «All'inizio si sono spaventati, poi hanno capito che non era aggressiva e l'hanno filmata». In un'altra occasione è entrata persino nell'ingresso di un'abitazione, prima di essere fatta uscire. «È un volpacchiotto, non è neanche tanto grande, ma sembra quasi addomesticato». Intanto la caccia alle calzature è diventata il gossip del paese, con i residenti impegnati ogni mattina a ricomporre le coppie disperse.

Gli animali in paese

Dietro la simpatia suscitata dalla piccola ladra emerge però un fenomeno più ampio: gli animali selvatici si spingono sempre più spesso verso le case e quest'estate la siccità potrebbe averne accentuato l'avvicinamento. «Ultimamente vediamo più animali selvatici rispetto agli anni scorsi», spiega Maria. A spingerli verso il paese potrebbe essere la sete: due vecchie fontane e una sorgente della zona sono ormai asciutte. A poca distanza dalle case si avvistano caprioli e camosci, mentre più problematici sono i cervi, che «saltano e mangiano tutto», costringendo i residenti a proteggere gli orti. E tra aprile e maggio una volpe ha ucciso dodici galline nel pollaio di Marisa. Non è certo fosse Agostina, ma resta pur sempre un animale selvatico.

Non sono animali domestici

Anche il comportamento umano può contribuire ad attirarla. Un filmato mostra Agostina mentre mangia avanzi di pizza lasciati in strada. «Non bisogna darle da mangiare né lasciare cibo in giro, altrimenti continuerà a tornare», conclude avvertendo Maria. La sua storia racconta un confine sempre più sottile tra uomo e natura, dove la convivenza con gli animali selvatici è possibile, purché vengano osservati a distanza e rispettati nel loro habitat. Una cosa, però, a Incino è ormai certa: la sera meglio portare le scarpe in casa, altrimenti il mattino dopo toccherà cercarle in giro per il paese.

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