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Scelte rischiose sul mercato, i conti Uefa e il tonfo con il Sassuolo: Carnevali blinda la Juve


REGGIO EMILIA - Non è ancora finita l’estate, non si sa se è già finita la stagione della Juve, risucchiata da una crisi di rigetto figlia del bilancio da preservare, ma anche di rinforzi non prioritari rispetto alle reali esigenze tecniche, senza contare la catena impressionante di infortuni. Già, perché tre interventi chirurgici (Yildiz, Thuram, Locatelli) tra fine agosto e inizio settembre non si erano mai visti. Sono i tempi del nuovo calcio con il mercato condizionato dagli ammortamenti e dai paletti finanziari (non per tutti i club, a quanto pare), troppe volte slegato dalla logica del campo, con qualche scelta forse non del tutto comprensibile. Alla Juve fa rumore un pareggio, figuriamoci un tonfo come quello del Mapei. Spalletti, senza centrocampo, ha perso l’equilibrio e la ragione. Tutti avanti, infilati come polli da Matic e Sebastiano Esposito, da Bakola e Bowie, da Laurienté e Adzic. La banda del buco in difesa. Tre gol al passivo, due presi negli ultimi cinque minuti. Una figuraccia a cui Giovanni Carnevali, intervenendo a Radio Anch’io lo Sport su Radio Uno, ha provato a porre rimedio. Intervento opportuno, da dirigente di esperienza. I social e il popolo bianconero già invocano Antonio Conte. L’ad ha blindato Spalletti e il progetto della Juve, attraversata dall’ennesima rivoluzione societaria. "Non è nel mio spirito cambiare allenatori in modo frequente, non ci penso assolutamente. Noi dobbiamo cercare di programmare, di costruire: se non si programma e si cambia facilmente tutto, non riusciremo a costruire niente. Bisogna dare tempo, avere pazienza, sapere che dovremo ingoiare i bocconi amari, poi troveremo qualche soddisfazione. Il calcio è fatto di cicli". 

Il mercato della Juventus

Le scelte sono state condivise. Spalletti spingeva per disegnare un 4-2-3-1 con due titolari per ogni ruolo. La Juve ha speso 50 milioni (compresi bonus) su Kolo Muani per sostituire un 9 classico come Vlahovic, ne ha investiti altri 30 per Alajbegovic, un assegno circolare sul futuro, oggi un lusso nel ruolo coperto da Yildiz, Boga e Nico Gonzalez, altro prestito di rientro. Sul mercato, senza incassare con le uscite, è stato fatto tanto, ma non tutto. Manca un terzino sinistro. Per il centrocampo tanto dipenderà dall’inserimento di Sarr. Carnevali ha difeso Lucio. "È un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto per come lavora sul campo. Siamo fortunati ad avere un mister come Spalletti". La partenza ha rallentato i piani. La Juve ha bisogno di tempo in campo e fuori. "Le valutazioni devono essere sempre fatte, però bisogna sapere il lavoro che stiamo facendo. Sono qui da tre mesi - ha spiegato il successore di Comolli - e in questo periodo abbiamo cercato di capire le opportunità, le possibilità. Con Massara, Ottolini e tutta l’area sportiva ci vuole un po’ di tempo. Dobbiamo lavorare senza pensare a quello che è stato fatto oggi o in passato, ma guardare a domani". 

I meriti del Sassuolo contro la Juve

Carnevali conosceva benissimo le potenzialità del Sassuolo. «Sono stati bravi, bisogna riconoscerne i meriti. È inutile nascondere che sono stati fatti errori che la Juve non può permettersi. Abbiamo perso l’equilibrio per cercare di vincere a tutti i costi, creando grandi opportunità per il Sassuolo. Di positivo c’è lo spirito. Spero che questa sconfitta ci possa servire di insegnamento. Le colpe sono di tutta la squadra e di tutti noi». Mica semplice tornare in Champions. Ne sono consapevoli alla Continassa. L’Europa League potrebbe trasformarsi in una scorciatoia, forse nell’obiettivo prioritario. "La Juve deve vincere, ma c’è ancora molto da fare per competere per lo scudetto, poi si può arrivare nelle prime tre o quattro. In campionato bisognerà lottare tutte le domeniche. Le chiacchiere contano poco o nulla. Esiste solo un sistema per crescere e credo che la voglia di lavorare non manchi a nessuno. L’Europa League, pur non essendo un torneo facile, può diventare un’opportunità".