Dalle colonne dell’Espresso, Elly Schlein interviene sulla polemica legata all’ipotesi delle primarie per la scelta del leader del campo largo.
“Prima il programma”. Dice la segretaria dem che prova a far rientrare le polemiche mantenendo aperte tutte le possibilità, ovvero: “guida chi prende un voto in più” alle Politiche o chi vince le primarie.
Insomma, al rientro dalle ferie Schlein prova a non alimentare lo scontro tra una parte del suo partito - apertamente contrario ai gazebo per la scelta del leader - e l’alleato Giuseppe Conte che ha fatto chiaramente capire che le primarie sarebbero l’unico modo in cui il popolo M5S potrebbe accettare di sostenere una coalizione a guida Pd.
Sul tavolo lascia le due opzioni che già c’erano, rimandando a dopo la stesura del programma la decisione sulla scelta della leadership.
In un’intervista al settimanale l’Espresso che sarà in edicola oggi – venerdì 4 settembre – la segretaria del Pd Elly Schlein, interviene per la prima volta dopo settimane sulla questione che da mesi arroventa il clima nel centrosinistra: le primarie.
Non prende una posizione netta, ma ripete quanto già detto più volte in passato: prima il programma.
"Io credo che la destra nel 2022 abbia potuto vincere anche a causa delle divisioni del nostro campo e quindi quello che posso dire è che la strada che abbiamo percorso in questi tre anni, testardamente unitaria, è la garanzia che non faremo più alla destra il favore di dividerci".
Nell’intervista Schlein sottolinea:
“Prima il programma, sapendo che non si parte da zero ma dalle tante proposte unitarie che abbiamo costruito, poi con gli alleati definiremo tutto il resto. Come ho sempre detto, o l’accordo che guida chi prende un voto in più, o primarie cui sono sempre stata disponibile”.
La prima opzione, quella che affida la leadership della coalizione al partito con più voti, non piace però al Movimento 5 Stelle. Di contro una parte consistente del Partito Democratico non vede di buon occhio le primarie, considerate divisive e controproducenti.
Cosa decideranno dunque gli alleati del campo largo? La scelta, comunque, non potrà essere rimandata all’infinito poiché alle elezioni mancano nella migliore delle ipotesi poco più di 12 mesi. Settembre, poi, è anche il mese in cui gli alleati si sono dati appuntamento per iniziare a scrivere il programma.
La prossima settimana, infine, il Senato dovrebbe approvare anche la nuova legge elettorale che deciderà come voteremo nel 2027, ma soprattutto prevederà l’indicazione del nome del leader della coalizione sulla scheda elettorale.
Poche settimane ancora e poi lo scontro sulle primarie non potrà essere più rinviato.
Nell’intervista, infine, Elly Schlein ha anche commentato il record di longevità del governo Meloni. Per la segretaria dem:
"Meloni si è chiusa nel palazzo, non ascolta il Paese. Ma mentre lei festeggia l'Italia no, l'economia è ferma, abbiamo la crescita a zero.”
Per la segretaria del Pd, quelli del governo Meloni sono stati "quattro anni buttati".
Nel corso del colloquio Schlein tocca anche altri temi al centro dell'agenda del Pd, tra cui la crisi della sanità pubblica e le liste d'attesa. E ancora, le proposte per i giovani sul modello spagnolo:
“Faremo come Sanchez in Spagna che ha fatto sedere al tavolo imprese e sindacati e concordato una drastica riduzione dei contratti precari. Hanno aumentato il salario minimo che già li esiste e qui no. Servirà un grande sforzo, ma dobbiamo rendere l'Italia un Paese per giovani".
Ha concluso Schlein.