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Scontri fra migranti a Ceuta, polizia spara in aria per disperderli


Le tensioni sono scoppiate all’ingresso della struttura di accoglienza nel quartiere di Loma Colmenar, dopo l'ingresso di centinaia di persone di origini magrebine, rimaste accampate in strada nelle ultime settimane: in molti hanno scavalcato la fila di quanti erano già in attesa di entrare. Gli agenti hanno sparato in aria colpi di arma da fuoco e sono quindi intervenuti per sgomberare l'area

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Scontri fra migranti a Ceuta. Le tensioni sono scoppiate in mattinata nel quartiere di Loma Colmenar, dopo l'ingresso di centinaia di persone di origini magrebine, rimaste accampate in strada nelle ultime settimane, in una tensostruttura di accoglienza allestita dal governo. Secondo fonti della polizia l'incidente sarebbe legato all'afflusso in massa di migranti che hanno scavalcato la fila con chi era già in attesa di entrare. Le forze dell'ordine sono intervenute sparando in aria colpi di arma da fuoco. Successivamente, gli agenti sono intervenuti per sgomberare l'area. 

Ancora tensioni Italia-Spagna sui migranti

Intanto il governo italiano ha deciso di prorogare di 15 giorni la sospensione dell'accordo di Schenghen con la Spagna: la misura, in vigore dal 1° agosto in seguito all'afflusso massico di migranti proprio a Ceuta, sarebbe scaduta oggi. Non si è fatta attendere la risposta di Madrid, che "per reciprocità" ha scelto di allungare di due settimane i propri controlli alle frontiere sui passeggeri terzi in arrivo dall'Italia, introdotti in risposta alla mossa di Roma. Le misure spagnole sarebbero dovute terminare il 6 settembre.

La situazione a Ceuta

Il 30 e il 31 luglio nella città autonoma di Ceuta sono entrati all'incirca 70mila migranti. Di questi, ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez a Radio Cadena Ser, "9 su 10 sono tornati in Marocco". Resterebbero adesso 5mila persone, delle quali 1500 minorenni. "Ora la sfida è che per poter identificarle, fare i triage e procedere ai ritorni o anche alle risoluzioni delle richieste di asilo dobbiamo ri-ubicarli" in centri di accoglienza temporanea", ha evidenziato Sanchez, spiegando che i 500 posti di accoglienza per migranti presenti a Ceuta prima della crisi migratoria sono stati ampliati a 3.300 e a breve diventeranno 6mila. Ancora non si sa cosa abbia provocato l'afflusso di massa nell'exclave. "Continuiamo a indagare" sulle cause, ha detto Sanchez, escludendo ogni responsabilità "in un modo o nell'altro" di un intervento delle autorità marocchine nel rilassamento dei controlli.

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