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Scontri No Tav, feriti due agenti del Reparto


Scontri in Val Susa al cantiere No Tav, due poliziotti del Reparto mobile tra i feriti. A seguito dell’assalto dei...

Scontri in Val Susa al cantiere No Tav, due poliziotti del Reparto mobile tra i feriti. A seguito dell’assalto dei...

Scontri in Val Susa al cantiere No Tav, due poliziotti del Reparto mobile tra i feriti. A seguito dell’assalto dei...

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Scontri in Val Susa al cantiere No Tav, due poliziotti del Reparto mobile tra i feriti. A seguito dell’assalto dei 500 incappucciati all’area del San Didero, il bilancio degli operatori delle forze dell’ordine rimasti feriti è di 60 persone. Tra cui, anche due manovratori di corda del Reparto bolognese, che hanno riportato cinque giorni di prognosi.

Dopo i disordini in centro storico, a margine della piazza convocata dal sindaco Matteo Lepore per la morte di Abderrahim Fakir, in cui sono rimasti feriti ben 64 agenti, ora gli scontri di Chiomonte aggiungono altri due coinvolti. Nel campo di battiglia torinese, è comparsa anche una scritta con riferimento al 42enne deceduto al Pilastro: ’Sbirro brucia, Fakir è vendicato’, seguito da una ‘a’ anarchica. Una frase cruenta in linea con ciò che, nella guerriglia, è stato vergato su muri e vetrine.

Insorgono i sindacati di polizia, a partire dal Coisp: "È vergognoso che chi opera per garantire legalità e sicurezza debba essere esposto a simili attacchi da parte dei nemici delle divise", dichiara il segretario provinciale Leo Pesce. Per il Siulp, con il segretario Pasquale Palma, "ogni aggressione alle forze dell’ordine è un’aggressione allo Stato. I colleghi hanno operato con professionalità e rispetto delle regole d’ingaggio, riuscendo a contenere la frangia violenta". Interviene il Sap, con il segretario generale Stefano Paoloni: "Non si può parlare di ’dissenso’ di fronte ad aggressioni premeditate e all’uso di armi contro" le divise. "Chiediamo fermezza e tutela per chi mette a rischio la propria vita per garantire la sicurezza di tutti". Duro anche Fsp Polizia Bologna, con il segretario generale Oscar Regnaud Carcas e il referente del Reparto mobile Matteo Di Vincenzo: "A Chiomonte, l’ennesima sconfitta dello Stato. La cattiveria e la violenza messe in campo contro polizia e contro e forze dell’ordine non hanno precedenti".

m. m.

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