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Scossone alla Tata, in India si apre la corsa alla successione - Industria e Analisi - Ansa.it


Sarà una commissione ad hoc a raccomandare il prossimo presidente di Tata, la holding indiana attiva nei settori più svariati, dal software alla chimica. Ad annunciarlo è stato il gruppo di enti di beneficenza che esercita il controllo indiretto sul gruppo. La situazione ai vertici della società - che tra gli altri controlla anche Iveco - ha subito una giravolta dopo che ieri il presidente della holding Tata Sons, N Chandrasekaran, ha dichiarato che non si sarebbe ricandidato alla scadenza del suo mandato a febbraio. Il Sir Dorabji Tata Trust, uno degli enti di beneficenza del gruppo, ha quindi approvato una risoluzione per avviare la creazione di un comitato di selezione "il prima possibile", ha annunciato Tata Trusts in un comunicato. "Esprimiamo il nostro più profondo apprezzamento per il suo contributo e la sua guida di Tata Sons e del gruppo Tata negli ultimi dieci anni", ha aggiunto, riferendosi a Chandrasekaran. Il gruppo Tata, con un fatturato di 180 miliardi di dollari, è alle prese da circa un anno con una crisi di leadership a causa di disaccordi in seno al consiglio di amministrazione su diverse questioni, tra cui le perdite registrate da alcune società del gruppo. Le tensioni sono aumentate mercoledì, quando Chandrasekaran ha annunciato le sue dimissioni a causa della mancanza di sostegno da parte di un membro del consiglio di amministrazione. Sebbene Chandrasekaran non abbia fatto nomi, i media locali hanno ampiamente riportato che si tratta di Noel Tata, fratellastro del defunto patriarca della famiglia Ratan Tata e capo dei Tata Trusts, un gruppo di istituzioni filantropiche che detiene il 66% di Tata Sons. Pur non avendo un ruolo nella gestione quotidiana del conglomerato, la partecipazione azionaria dei Tata Trusts nella società madre conferisce loro un'influenza decisiva sul futuro del gruppo. Secondo quanto riportato dai media locali, il comitato di gestione dovrebbe includere tre candidati nominati dai Tata Trusts, uno dal consiglio di amministrazione di Tata Sons e un membro indipendente. Il Times of India ha riportato che tra i principali candidati alla guida del conglomerato figurava TV Narendran, amministratore delegato di Tata Steel. La decisione di Chandrasekaran di dimettersi giunge in un momento difficile per il più grande conglomerato indiano. Diverse attività chiave del gruppo, come Tata Consultancy Services, hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà a livello globale. Altre scommesse costose, tra cui l'acquisizione di Air India nel 2022 e la decisione di investire miliardi nella produzione di semiconduttori, non hanno ancora dato i frutti sperati.

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