Alunni con disturbi dell'apprendimento non ammessi alla classe successiva e con giudizio sospeso: il Tar blocca temporaneamente tre bocciature in provincia di Lecce e si riserva di decidere nelle udienze in programma lunedì.
Tre gli istituti superiori interessati. Contro le decisioni dei docenti di non ammettere agli anni successivi i ragazzi (o comunque di sospendere il giudizio in attesa di ulteriori valutazioni), i genitori hanno presentato ricorso ai giudici amministrativi, chiedendo la revisione del giudizio.
Uno dei casi riguarda il liceo scientifico "Cosimo De Giorgi" di Lecce. A giugno il consiglio di classe ha deciso all'unanimità di sospendere il giudizio nei confronti di uno studente, in attesa della prova scritto-grafica prevista per il saldo di un debito formativo. Ai docenti il Tar ha chiesto di riesaminare la propria decisione, tenendo conto dei rilievi formulati nel ricorso relativamente al disturbo sofferto dallo studente. E, intanto, ha sospeso la validità della decisione della scuola, rimandando la discussione all'udienza di lunedì.
Sempre lunedì si discuterà del caso di uno studente dell'Iiss "Enrico Mattei" di Maglie. L'alunno, con disturbo specifico dell'apprendimento, non è stato ammesso alla quinta classe, nonostante l'adozione delle modalità didattiche e delle forme di valutazione individuate nell'ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Anche in questo caso, accogliendo la richiesta dei genitori, il Tar ha sospeso l'efficacia della bocciatura, dando al consiglio di classe 15 giorni per rivedere la decisione alla luce dei rilievi sollevati riguardo il disturbo sofferto dal ragazzo.
Caso simile all'istituto "Enrico Fermi" di Lecce: qui un alunno non è stato ammesso alla quarta classe, ma il giudice ha sospeso l'efficacia della bocciatura, rimandando la discussione all'udienza di lunedì e chiedendo al consiglio di classe di rivalutare la decisione alla luce di quanto segnalato nel ricorso con riguardo al disturbo dello studente.
Le famiglie sono difese dagli avvocati Salvatore Maria Sangiorgi, Giancarlo Visciglio, Giuseppe Pagliarulo, Giuliano Giannini e Giovanni Morelli.