Scuola, tetto 30% agli stranieri: meno di 1.000 classi interessate
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23 set 2026 - 17:42
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Il governo punta a introdurre per legge un tetto agli studenti stranieri per classe, misura che coinvolgerebbe una quota limitata di istituti ma concentrata al Centro-Nord. Le differenze tra province e quartieri mostrano come l'assenza di alternative potrebbe ostacolare eventuali spostamenti
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LE PROVINCE OLTRE IL 30%
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni vuole introdurre per legge un tetto agli studenti stranieri per classe, misura già attesa giovedì in Consiglio dei ministri. Le province italiane con oltre il 30% di alunni stranieri sono concentrate al Centro-Nord: Prato, Piacenza, Parma e Gorizia risultano le più esposte alla nuova soglia.
Circa due terzi degli studenti stranieri presenti nelle scuole italiane sono nati nel nostro Paese. È quindi probabile che conoscano la lingua. Solo uno su tre è un immigrato di prima generazione, con un percorso di apprendimento dell'italiano più recente e potenzialmente più complesso.
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MENO DI MILLE CLASSI COINVOLTE
Secondo il Ministero dell'Istruzione, sarebbero meno di mille le classi interessate da un eventuale tetto agli studenti stranieri con scarsa conoscenza dell'italiano: lo 0,5% del totale. Un impatto quindi circoscritto, concentrato in aree specifiche.
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L'IMPATTO SU MEDIE, SUPERIORI E INFANZIA
La maggior parte delle classi potenzialmente coinvolte si trova nella scuola primaria. Le percentuali scendono alle medie, alle superiori e nella scuola dell'infanzia, dove la presenza di studenti stranieri con difficoltà linguistiche è più contenuta.
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DAL TETTO GELMNI AI NODI DELLE DROGHE
Nel 2010 la circolare Gelmini fissava un limite del 30% di studenti stranieri per classe, con la lingua come criterio principale e deroghe in caso di assenza di alternative. È proprio questa assenza di alternative a rendere complessa l'applicazione di un nuovo tetto: a Cinisello Balsamo alcune scuole superano l'85% di alunni stranieri, mentre in centro a Milano, a San Babila, la percentuale scende al 2%. Un travaso dalle periferie al centro che risulta complicato.
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IL CASO MONFACOLNE
A Monfalcone, in provincia di Gorizia, la presenza di famiglie straniere, soprattutto dal Sud-Est asiatico, è molto elevata. Qui quasi tutte le scuole superano ampiamente il 30% di studenti stranieri. In contesti simili, l'applicazione di un tetto risulterebbe particolarmente difficile, per mancanza di istituti alternativi.
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