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Scuole a caccia di supplenti, alle primarie ne mancano 700


MESTRE (VENEZIA) - A “caccia” di insegnanti per occupare le cattedre rimaste libere nelle scuole della provincia di Venezia. Super lavoro per i dirigenti scolastici, perché ne mancano all’appello ancora settecento solo nelle primarie tra cattedre di posto comune e sostegno. A questo si sommano alcune decine di vuoti tra medie e superiori: a scarseggiare sono soprattutto i docenti di matematica, informatica, meccanica e in genere delle discipline tecnico-scientifiche. Il secondo scorrimento delle graduatorie provinciali, con la pubblicazione dei candidati reclutati nel bollettino di venerdì sera, hanno infatti permesso di assegnare solo ulteriori 170 posti. Ora la palla è passata ai dirigenti scolastici che hanno già iniziato a cercare aspiranti prof nelle graduatorie di istituto.

Ma per le classi di concorso necessarie i nominativi non ci sono. Mancano infatti maestri per le scuole elementari a causa dei numeri chiusi per la laurea magistrale in Scienze della formazione primaria: tra l’università di Padova e quella di Verona ogni anno sono trecento le nuove immatricolazioni, a fronte di numeri almeno il doppio di coloro che accedono alla pensione. Lo stesso vale per il sostegno, negli anni scorsi usato come “trampolino” per entrare in ruolo e poi passare all’insegnamento in un posto comune. Per seguire gli alunni con disabilità serve infatti, in ogni caso, la laurea in Scienze della formazione primaria più un Tfa, (Tirocinio formativo attivo) un corso di specializzazione universitaria che richiede una frequenza annuale e costa alcune migliaia di euro.

ULTIMA SPIAGGIA

Con graduatorie esaurite l’ultima spiaggia rimangono gli “interpelli”, dove si reclutano candidati che pur non avendo i requisiti hanno titoli di studio affini. Quindi laureati in lettere, filosofia o laureandi che supportano i ragazzini con disabilità o salgono in cattedra nei posti comuni per insegnare agli alunni delle elementari a leggere e scrivere. «Siamo preoccupati per i numerosi posti ancora vacanti - commenta Ciro Esposito, segretario generale della Cisl scuola Venezia - il problema è a monte, bisogna incrementare i numeri chiusi nelle università venete». Allarga l’obiettivo il segretario dello Snals provinciale Libero Savastano: «Sul fronte cattedre, il nodo resta la continuità didattica, compromessa dal carosello di supplenti che penalizza gli studenti veneziani, specie quelli con disabilità. Per superare questa paralisi, proponiamo un piano di stabilizzazioni basato su un doppio canale: l'immissione in ruolo attingendo dalle graduatorie provinciali e il completo riassorbimento degli idonei ai concorsi».