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Serbia, funerali del criminale di guerra Mladic: folla a Belgrado


Migliaia di persone si sono radunate a Belgrado per i funerali di Ratko Mladić, l'ex generale serbo-bosniaco morto all'Aja all'età di 83 anni. 

Funerali di Ratko Mladić a Belgrado

Il 7 settembre 2026, migliaia di persone si sono radunate davanti a una chiesa a Belgrado per i funerali dell'ex generale serbo-bosniaco, Ratko Mladić. Mladić è morto all'età di 83 anni il 27 agosto in un ospedale penitenziario delle Nazioni Unite all'Aja.

La bara, avvolta nelle bandiere nazionali, è stata portata fuori dall'aereo da alcuni soldati in uniforme. 
La cerimonia funebre è stata officiata dal Patriarca della Chiesa ortodossa serba. Mladić sarà sepolto nel cimitero di Topčider, dove è sepolta anche sua figlia Ana, morta suicida durante la guerra in Bosnia.

Mladić è stato condannato nel 2017 per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità e scontava l'ergastolo. Ratko Mladić è stato riconosciuto colpevole di genocidio dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia delle Nazioni Unite per il suo ruolo nel massacro di Srebrenica del 1995. A Srebrenica, dopo l'occupazione dell'enclave da parte delle forze serbo-bosniache, circa 8mila uomini e ragazzi musulmani bosniaci furono uccisi. L'enclave era una zona designata come protetta dalle Nazioni Unite. Mladić è stato inoltre condannato per il suo ruolo nell'assedio di Sarajevo.

La morte di Mladić ha suscitato forti emozioni e ha riportato alla memoria le ferite ancora aperte nei Balcani.

Le reazioni ai funerali di Mladić

La cerimonia funebre ha infatti riacceso le polemiche sulla glorificazione della sua figura.

Un portavoce dell'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas ha affermato che "qualsiasi glorificazione di criminali di guerra, negazionismo del genocidio e revisionismo contraddicono i valori europei più fondamentali e non hanno posto nell'UE né nei paesi candidati all'adesione all'UE".

La settimana scorsa, la commissaria per l'allargamento, Marta Kos, ha annullato il suo viaggio previsto a breve in Serbia a causa di "la glorificazione che circonda la sua morte è incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso di adesione all'UE". Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha respinto tali dichiarazioni.

L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha espresso preoccupazione per la trasmissione in diretta, da parte dell'emittente televisiva serba RTRS, dei funerali di Mladić.

"La copertura giornalistica di eventi di legittimo interesse pubblico è parte integrante della libertà di stampa e dell'indipendenza editoriale. Sebbene la copertura di eventi di interesse pubblico rientri nelle competenze editoriali dei media, desta particolare preoccupazione il fatto che contenuti che glorificavano un criminale di guerra condannato siano stati amplificati senza un adeguato contesto editoriale o riferimento a fatti accertati in sede giudiziaria. Le emittenti di servizio pubblico hanno la particolare responsabilità di fornire un giornalismo accurato, imparziale e correttamente contestualizzato", si legge in un comunicato.

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Il rispetto dei fatti accertati in sede giudiziaria e della dignità delle vittime e dei sopravvissuti è fondamentale per un giornalismo responsabile, per la riconciliazione e per una pace duratura in Bosnia-Erzegovina. Qualsiasi copertura mediatica del prossimo funerale dovrà pertanto essere accurata, adeguatamente contestualizzata e conforme agli standard professionali ed etici applicabili.