La polemica.
16 settembre 2026 alle 00:51
Insulti, offese sessiste e persino auguri di violenza verso la madre, la sorella e la figlia. È il tenore di alcuni commenti comparsi sui social dopo l’intervento della consigliera di opposizione Valentina Meloni sul Centro di prima accoglienza di Monastir. Durante l’ultimo Consiglio, Meloni aveva affrontato il tema del Cpa partendo dalle criticità della struttura e le questioni legate alla convivenza con il territorio. «La sicurezza dei nostri concittadini deve rimanere una priorità assoluta, ma c’è un confine invalicabile che stiamo pericolosamente superando, quello dell’umanità» ha dichiarato la consigliera pentastellata, che ha invitato le istituzioni a «governare i problemi e favorire l’integrazione, non soffiare sul fuoco dell’odio».
Parole che, una volta riprese sui social, hanno generato reazioni ben oltre la critica politica. Sotto al post sono comparsi infatti insulti personali, espressioni sessiste e messaggi contenenti riferimenti espliciti alla violenza. Tra i commenti, anche quello: «Portateli a casa, anche solo uno dai, fai inclusione». Meloni è quindi intervenuta, ribadendo la sua disponibilità al confronto politico, anche duro, ma non alla violenza verbale e al sessismo. «Quello che mi ha colpito di più è stata la traiettoria di questo odio» afferma Meloni, «Quando non si hanno argomenti per contestare una posizione politica, si usa la clava del sessismo e dell’odio di genere. A chi ha scritto quelle bassezze voglio dire: non mi fate paura. Non ci intimidite e non ci farete fare un solo passo indietro». Immediata la solidarietà del Movimento 5 Stelle, che ha annunciato il ricorso alle vie giudiziarie per i commenti ritenuti lesivi e minacciosi. A esprimere vicinanza alla consigliera, la capogruppo dell'opposizione Michela Mura. «Esprimere un'opinione politica e chiedere di non smarrire l'umanità non dovrebbe mai trasformare nessuno in un bersaglio. A chi si nasconde dietro uno schermo per sputare odio e minacce, rispondiamo che la nostra comunità è infinitamente migliore di questo fango e merita soluzioni, non odio fine a se stesso» ha dichiarato la consigliera Mura, a nome del Pd e Alleanza Verdi e Sinistra. Ferma condanna anche dal sindaco Michele Cossa: «Non possono esserci distinguo sul rifiuto della violenza, anche verbale, dell’odio e degli insulti personali. L’odio e la violenza non rafforzano nessuna causa, avvelenano i rapporti tra le persone e minano le basi stesse della nostra convivenza democratica. Su questo dobbiamo avere la capacità di parlare con una voce sola» ha dichiarato il primo cittadino.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

