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Settima ondata di caldo: l’estate dei record non concede tregua. Autunno: il super El Niño fa paura


Roma, 23 agosto 2026 – L’estate 2026 (dei record) sembra non voler concedere una vera tregua. Dopo una breve fase di instabilità e il calo delle temperature al Nord, l’Italia si prepara infatti a una nuova rimonta dell’anticiclone africano. Secondo le previsioni meteo aggiornate al 23 agosto, quella che diversi meteorologi stanno definendo la settima ondata di caldo dell’estate dovrebbe intensificarsi soprattutto tra il 26 e il 28 agosto, con conseguenze molto diverse da una zona all’altra del Paese.

Le previsioni di 3bmeteo: tutte le città

Italia divisa in due

Il quadro meteorologico sarà caratterizzato da una netta contrapposizione tra Nord e Centro Sud. Al Settentrione il passaggio di correnti più instabili potrà portare temporali e temperature più vicine alla norma stagionale. Una nuova perturbazione è attesa anche tra il 25 agosto e le giornate successive, con possibili fenomeni localmente intensi. Non mancheranno comunque fasi piuttosto calde.

Diversa la situazione al Centro e soprattutto al Sud, dove l’anticiclone di origine nordafricana tornerà a rafforzarsi. L’aria calda proveniente dal Nord Africa farà nuovamente impennare i termometri, accompagnata da un aumento dell’umidità che renderà il caldo più afoso e difficile da sopportare.

Possibili picchi oltre i 40 gradi

Il momento più caldo dovrebbe arrivare tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto. Le proiezioni attuali indicano la possibilità di temperature superiori ai 40 gradi in diverse aree del Mezzogiorno e delle Isole. Le zone interne della Sardegna potrebbero raggiungere localmente i 42 gradi, mentre valori intorno ai 40-41 gradi sono possibili anche in alcune aree della Puglia. Temperature elevate sono attese inoltre lungo il versante adriatico, con punte prossime ai 38-39 gradi tra Marche e Abruzzo.

Anche le grandi città del Centro Sud dovranno fare i conti con condizioni di forte disagio, soprattutto nelle ore pomeridiane e durante la notte, quando l’elevata umidità potrebbe ostacolare il normale raffreddamento.

Nuova fiammata, quanto durerà?

Per il momento è ancora presto per stabilire con precisione la durata dell’ondata di calore. Le proiezioni suggeriscono tuttavia che l’inizio di settembre potrebbe portare un graduale cambiamento della circolazione atmosferica, con un possibile indebolimento dell’anticiclone africano e temperature più miti.

La settima ondata, dunque, potrebbe rappresentare uno degli ultimi grandi sussulti dell’estate 2026. Ma, almeno per il momento, il caldo non sembra intenzionato ad arrendersi: mentre il Nord ritrova condizioni più vivibili, il Centro Sud si prepara a un’altra fase rovente proprio negli ultimi giorni di agosto.

L’Europa a secco

La situaziobne è difficile praticamente in tutta Europa. L'ondata di caldo prolungata e la grave siccità hanno fatto scendere il livello del Danubio a minimi storici in Ungheria, paralizzando la navigazione e suscitando timori di ingenti danni economici in vista del raccolto autunnale. Nel tratto che attraversa Budapest, negli ultimi giorni il livello dell'acqua non ha superato i 18 centimetri, ben al di sotto della profondità minima di 2,5 metri necessaria per la navigazione. La situazione ha quasi azzerato il traffico merci nel tratto ungherese del fiume, impedendo inoltre alle navi da crociera internazionali di raggiungere la capitale.

Ed è allerta per il super El Niño

Fra l’altro, nei giorni scorsi, il Met Office britannico ha lanciato l'allarme per un evento di "super El Niño" definito "senza precedenti" dai meteorologi, destinato a essere il più forte dal XIX secolo. Piogge e tempeste molto più intense sono previste nel Regno Unito e nell'Europa nord-occidentale questo autunno, mentre gravi siccità colpiranno l'emisfero australe. Il professor Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine del Met Office, ha detto che un El Niño tipico comporta un aumento delle temperature del Pacifico superiore a 1 grado, "con 2 gradi che rappresentano un evento davvero grande". Quest'anno le temperature del Pacifico saliranno di 3 gradi. Il caldo anomalo, che è "già di quasi due gradi" sopra la media, avrà effetti particolarmente forti in tutti i Tropici, ha sottolineato Scaife, "dove prevediamo siccità davvero gravi in luoghi come il Sud America e il Pacifico occidentale".

"Non si tratta di previsioni meteorologiche a breve termine - ha detto ancora l'esperto - stiamo parlando di condizioni davvero durature e persistenti. Ci sono impatti ben noti su altri sistemi, inclusi il cibo e la sicurezza alimentare". La siccità è attesa nei Tropici (Sud America, Pacifico occidentale) e nell'emisfero australe (Africa meridionale, Australia nord-orientale) non in Europa, dove invece l'effetto del super El Niño sarà opposto: più piogge e tempeste in autunno.