La storia.
25 settembre 2026 alle 00:48
Nicola Vacca, 21enne, dottore in Giurisprudenza: «Ora due giorni di festa»Il primo anno, fino a luglio, gli era andato quasi troppo bene: tutti gli esami chiusi in tempo e poi un mese di attesa forzata prima di poter ripartire con il successivo. Anche il secondo anno è filato seguendo il calendario ordinario. È a quel punto che Nicola Vacca ha deciso di stringere i tempi in modo netto: terzo, quarto e quinto concentrati in un solo anno solare. Il risultato è una laurea in giurisprudenza chiusa nella metà del tempo, 110 e lode a 21 anni.
Il traguardo
«Il mio percorso è stato abbastanza regolare, mi piaceva venire a lezione e ho avuto il piacere di conoscere tanti colleghi», racconta Vacca. «Non mi sono mai rinchiuso per farlo in tre anni: mi sono reso conto strada facendo che riuscivo a sostenere gli esami rapidamente e ho deciso di anticipare il percorso».Un’accelerazione maturata esame dopo esame, fino a diventare una scelta consapevole nell’ultima fase del percorso. Eppure, oggi che il traguardo è arrivato, Vacca ne parla con più cautela che entusiasmo: «Penso di non essermi ancora reso conto. È un po’ spaventoso pensare di aver finito di essere studente a 21 anni. Non credo di aver fatto qualcosa di grandioso: pur nella straordinarietà del percorso, non sono né il primo né l'ultimo. Poi ognuno ha i suoi tempi». Una frase, quest’ultima, che ripete più volte, quasi a voler smorzare l’enfasi attorno a un risultato che resta raro. «Comunque è stato un percorso ottimo».
L’attesa
Quella di ieri è stata una giornata di tensione più che di pura euforia. Tra la proclamazione e i festeggiamenti fuori dalla facoltà in via Sant’Ignazio, però, c’è stato anche il tempo per godersi quel momento con amici e familiari. E prima di tornare sui libri, Vacca si concederà una breve pausa: «Sabato iniziano le lezioni, ma festeggerò due giorni, me lo merito». Il prossimo step sarà un corso di alta formazione giuridica per le professioni legali, un passo che però non rappresenta ancora una scelta definitiva. «Non so se farò questo», ammette. «Le ambizioni sono tante, e userò questo periodo per esplorare vari ambiti». Tra le strade che gli interessano di più cita il diritto amministrativo, la stessa disciplina che ha studiato per la tesi, con un obiettivo che oscilla ancora tra due professioni: avvocato o magistrato. Anche l’argomento dell’elaborato è arrivato quasi per caso: una questione di stringente attualità, il rapporto tra trasparenza amministrativa e riservatezza. «La trasparenza è essenziale perché garantisce un controllo sul potere dello Stato, che non ha altro tipo di controllo diretto: chi lavora negli uffici pubblici ci arriva per concorso, quindi non risponde a un elettorato».
La docente
Un’eccellenza che viene riconosciuta anche da Stefania Puddu, docente di diritto amministrativo e ambientale, e relatrice del ragazzo. «Per me è motivo di grande orgoglio, soprattutto perché dà senso al nostro lavoro di insegnanti». Un elogio anche per il tema di non facile trattazione. «Lui si è posto in una posizione critica, uno spirito che un giurista deve avere. È stato veramente maturo ad affrontare l’argomento».
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