La sicurezza urbana resta al centro dell’agenda della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che a margine della presentazione del progetto Settimana della Custodia ha affrontato il tema rispondendo a una domanda di Umbria24 sul possibile legame tra la cura del territorio e la percezione di sicurezza dei cittadini.
Il tema «Gli spazi abbandonati, poco illuminati, trascurati, o con una progettazione urbana che limita la visibilità, favoriscono il degrado sociale e la sensazione di insicurezza», ha affermato Ferdinandi sottolineando come esista un legame diretto tra la qualità dei luoghi e il modo in cui vengono vissuti da chi li abita. «La bruttezza e l’incuria favoriscono il degrado», ha aggiunto, definendo la bellezza «un antidoto al degrado» capace di rendere il territorio più accogliente.
Sicurezza come dovere comune Il tema, però, va ben oltre l’estetica urbana. Secondo la sindaca la sicurezza è un sistema complesso, che non può reggersi su un solo pilastro: «La presenza delle forze dell’ordine e la repressione sono fondamentali, ma da sole non bastano a coprire tutto il territorio», ha spiegato, richiamando le dimensioni del territorio comunale di Perugia, undicesimo capoluogo italiano per superficie, che attraversato da un’estremità all’altra richiederebbe circa un’ora e mezza. Un dato che di notte si traduce, secondo Ferdinandi, in poche pattuglie in servizio per l’estensione della città nel suo complesso: «Non possiamo pensare che la sicurezza sia solo compito degli agenti e delle telecamere di sorveglianza» .
Il senso della custodia Da qui l’idea di una sicurezza costruita per integrazione di più politiche. «Investire in scuola, salute mentale e buona progettazione urbanistica significa fare prevenzione», ha sottolineato Ferdinandi, criticando alcuni assetti urbani risalenti a una fase storica in cui si immaginava una crescita della città fino a 300 mila abitanti che «hanno lasciato vuoti urbani e aree abbandonate». Cunicoli e sottopassaggi sono stati citati come esempi di spazi la cui conformazione può alimentare l’insicurezza. A questi elementi la prima cittadina ha contrapposto «luce, bellezza, custodia e comunità che vivono le strade e si sentono responsabili del proprio territorio», precisando però che questo tipo di presenza non va confuso con ronde volte a fotografare situazioni di marginalità: «Il senso della custodia è essere presenti e prendersi cura dei luoghi, non fare della fragilità un problema di sicurezza», ha precisato.
Soluzioni Ferdinandi ha, inoltre, respinto la contrapposizione tra prevenzione e repressione, definendole «necessarie e complementari, non alternative», e ha definito la sicurezza «un diritto fondamentale legato alla libertà dei cittadini di vivere la propria città». Ha poi invitato a superare le semplificazioni retoriche sul tema, chiedendo politiche di lungo periodo sostenute da risorse adeguate, per rafforzare sia la prevenzione sia una presenza sul territorio che, a suo giudizio, oggi restea ancora insufficiente.