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Simona Cinà annegata a 20 anni durante una festa, la Procura chiede l'archiviazione: "Tasso alcolemico di 2,94 g/l"


Le indagini sulla morte di Simona Cinà, annegata il 2 agosto 2025 durante una festa privata a Bagheria (Palermo), sono prossime alla conclusione. La Procura di Termini Imerese ha chiesto l'archiviazione del caso. Il decesso della giovane 20enne sarebbe frutto di un tragico incidente.

Il decesso

Cinà è stata trovata sul fondo di una piscina in una villa di Bagheria intorno alle 4 di notte del 2 agosto. La 20enne aveva raggiunto l'abitazione per festeggiare con alcuni amici una laurea. I soccorsi per lei si erano rivelati inutili e subito erano partite le indagini per capire cosa fosse successo. All'inizio nessuna pista era stata esclusa, ma i risultati dei test tossicologici e dell'autopsia, uniti alle testimonianze dei giovani presenti al party, hanno escluso una morte violenta. Per la Procura di Termini Imerese non sarebbero emerse neanche responsabilità penali: "Nessun elemento per sostenere l'ipotesi di un omicidio".

Cosa hanno rivelato le analisi

Come è morta quindi Cinà? Innanzitutto, l'autopsia non ha rilevato lesioni, graffi, ematomi o altri segni compatibili con un'aggressione. Per i magistrati "si può escludere con certezza che Simona Cinà sia entrata in acqua perché trascinata o trattenuta contro la sua volontà da parte di terzi fino a provocarne l'annegamento". La Procura evidenzia che "non è stato documentato o rinvenuto alcun segno di violenza riconducibile a dinamiche di tipo sessuale".

Un ruolo centrale, nella ricostruzione dei magistrati, l'ha avuto l'alcol assunto dalla giovane. Nella richiesta di archiviazione spunta un dato allarmante che spiegherebbe anche lo stato in cui si trovava la ragazza: Cinà aveva un tasso alcolemico di circa 2,94 grammi per litro. Tale quantità per gli inquirenti sarebbe stata in grado di compromettere le capacità motorie della 20enne. Le testimonianze raccolte confermerebbero quanto emerso con le analisi: la giovane durante la festa avrebbe consumato numerosi cocktail. 

Nel frattempo, gli inquirenti hanno escluso qualsiasi pista che possa portare a un'ipotesi di omicidio. Sarebbe stato impossibile per i 30 presenti, è il loro ragionamento, non accorgersi di una colluttazione. Il decesso sarebbe quindi la combinazione di un insieme di fattori: l'alcol assunto e le ridotte capacità della giovane, la confusione del party, lo stato alterato dei partecipanti comunque intenti in attività diverse. L'unico vuoto che i magistrati non sono stati riusciti a colmare riguarda i venti minuti precedenti al ritrovamento del corpo. La Procura sostiene che sia impossibile stabilire cosa sia successo con certezza. Ora spetterà al gip decidere sull'archiviazione.