A ogni partita dell’Italia negli Europei maschili di pallavolo aumentano i tifosi e le tifose che, con scritte su fogli e cartelloni, rivendicano qualche parentela con Simone Giannelli. L’alzatore e capitano della Nazionale diventa, a seconda della fantasia di chi scrive il cartello, padre, figlio, zio, cugino, ma anche madre, nonna, tutto l’albero genealogico. L’Italia sta giocando le partite degli Europei in casa, prima a Modena (e Napoli), ora a Torino e prossimamente, dovesse perlomeno arrivare in semifinale, a Milano: c’è grande entusiasmo tra la gente. Il meme Giannelli mio padre nasce dai compagni di squadra Daniele Lavia e Yuri Romanò, e dal modo scherzoso con cui si riferiscono a lui. Adesso spieghiamo che significa, ma prima un po’ di foto.
Definire qualcuno mio padre, nel gergo giovanile degli ultimi anni, è un attestato di stima. Il primo a diffonderne questo utilizzo fu probabilmente lo streamer italiano Volpescu, nome d’arte di Giovanni Ballerini. Alla voce mio padre, Urban Dictionary scrive:
Frase creata e utilizzata da volpescu (Italian twitch streamer), indica una persona che fa qualcosa di grandioso o spettacolare. *qualcuno fa qualcosa che ci sembra figo o grandioso*: letteralmente MIO PADRE.
Di cose grandiose in campo Giannelli ne fa parecchie e da parecchio tempo: è probabilmente il miglior alzatore al mondo, e uno dei più forti e vincenti pallavolisti italiani di sempre, dal quale passa tutto il gioco dell’Italia ormai da anni.
Già qualche anno fa Lavia, Romanò e altri suoi compagni di Nazionale cominciarono a dire Giannelli mio padre in allenamento e soprattutto a scriverlo sui social. Da quel momento, quando Giannelli faceva una giocata notevole (un’alzata difficile a una mano, un punto di seconda intenzione, un ace), compagni, tifosi e anche telecronisti, giornalisti e social media manager iniziarono a dargli quell’appellativo, o le sue varie declinazioni.
Una classica giocata per cui è appropriato definire Giannelli mio padre, come ha in effetti scritto nell’hashtag l’account ufficiale della Federazione
La cosa è diventata più diffusa e ripresa durante questi Europei. Prima che iniziassero infatti Lavia e Romanò hanno pubblicato un video-appello sui social, in cui invitavano tifose e tifosi a «riempire il palazzetto con cartelloni a tema Giannelli mio padre». A fare insomma dal vivo, fisicamente, ciò che già facevano prima nei commenti sui social; i due migliori cartelloni, alla fine, vinceranno una maglietta di Lavia e una di Romanò.
Giannelli, che viene preso un po’ in giro dai suoi compagni per il fatto che utilizza poco i social, alla fine dell’ultima partita contro la Slovenia ha detto al Post che sì, la cosa sta un po’ sfuggendo di mano. «Era partito come uno scherzo, adesso ci sono miliardi di cartelloni in giro. Io non ho ancora capito bene, però sono tutti contenti e sono tutti carini, sono scritte belle, fatte con affetto».
Dopo aver vinto tutte le partite del girone l’Italia, che arriva a questi Europei dopo aver vinto due Mondiali di fila, giocherà domenica sera alle 21 negli ottavi di finale contro la Danimarca al Palavela di Torino, da non confondere con il Pala Alpitour in cui si giocano le ATP Finals di tennis. La partita si potrà vedere sulla Rai, su Sky e su DAZN. In caso di vittoria, l’Italia giocherebbe i quarti sempre a Torino contro la vincente di Finlandia-Grecia.
Le semifinali e le finali si giocheranno al Forum di Assago, poco fuori Milano, che può contenere circa 15mila spettatori: è probabile che, se l’Italia ci arriverà, ci saranno tanti sedicenti parenti di Giannelli tra il pubblico.