TRIBANO (PADOVA) - «Sono molto amareggiato: dell'udienza preliminare ho saputo attraverso i giornalisti e non dagli organi ufficiali, neanche il mio avvocato ad oggi ha ricevuto comunicazioni. Sono stato sentito dai rappresentati del magistrato cui ho spiegato tutto e ho chiarito che non solo non ho redatto quel documento, ma nemmeno l'ho visionato e firmato e pertanto non ho mai inviato nulla. Anche perché quando è stato inviato ero in commissione provinciale. Resto fiducioso della magistratura e del risultato. Aspetto l'udienza e sono certo che ci sarà l'archiviazione».
Sono le parole con cui Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, commenta la notizia uscita sulla stampa della richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti per falso ideologico. Secondo l'accusa il primo cittadino avrebbe gonfiato i numeri relativi agli incidenti sul tratto della Monselice-Mare (Sr104) che attraversa il paese in modo da ottenere l'installazione di due autovelox. Il tutto non per una questione di sicurezza, bensì per fare cassa. Questo almeno secondo l'esposto presentato dal consigliere comunale di minoranza Roberto Bazzarello che ha fatto scattare l'inchiesta in Procura. L’udienza preliminare è stata fissata per gennaio prossimo.
La documentazione presentata - sempre secondo l'accusa - da Cavazzana in un documento firmato digitalmente avrebbe dichiarato che dal 2016 al 2020 gli incidenti erano stati 22, non mortali con 35 feriti. Il risultato era stato l'installazione di un solo rilevatore, ad agosto 2023, che però ebbe vita breve perchè il 3 ottobre successivo era stato abbattuto da Fleximan e non è più stato attivato.
Cavazzana, pur avendo sempre sottolineato la pericolosità di quel tratto di Monselice-Mare, nega ogni addebito e pure la firma stessa del documento. «La fiducia nelle istituzioni e nella magistratura mi ha sempre accompagnato – ha dichiarato – chi conosce la bontà del proprio operato non ha nulla da temere. Sono convinto di aver agito nel pieno rispetto delle norme e non ho alcun problema a metterci la faccia. Mi sono adoperato per la sicurezza sulla Strada Regionale 104 sempre nel rispetto della legalità e della trasparenza. Mi sono immediatamente messo a disposizione dei magistrati e confido che il giudice saprà comprendere la verità».