La misura è attivabile dalle donne che possiedono determinati requisiti: età tra 25 e 39 anni, residenza in Toscana da almeno un anno e Isee del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro
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Un contributo fino a un massimo di 3mila euro a donna per favorire l'accesso alla crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale, il cosiddetto "social freezing": lo ha stabilito la Toscana con una legge regionale approvata dal Consiglio.
La norma è stata votata a maggioranza con voto contrario delle minoranza (FdI-Fi), astensione di Stefania Saccardi (Italia Viva-Casa riformista) e la non partecipazione al voto di Irene Galletti (M5s). Punta a introdurre interventi di sostegno economico destinati alle donne che intendono avvalersi del social freezing, considerando gli alti costi della procedura. L'articolo 1 della legge precisa che la Regione, al fine di tutelare il diritto alla genitorialità e alla procreazione quali diritti costituzionalmente garantiti e allo scopo di contrastare il calo demografico, si vuole favorire l'accesso alle tecniche di preservazione della fertilità. Si specifica che il social freezing può essere richiesto dalle donne che desiderano programmare una gravidanza in futuro e che il ricorso a questo strumento è finalizzato ad aumentare la probabilità di riuscita nel caso in cui, con il passare del tempo, si determinino difficoltà di concepimento imputabili ad una fisiologica riduzione della fertilità. Il contributo è accessibile alle donne che possiedono determinati requisiti: età tra 25 e 39 anni, residenza in Toscana da almeno un anno e Isee del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. L'articolo 5 della norma autorizza la Regione a una spesa fino ad un massimo di euro 50.000 euro per l'anno 2026 e di 250mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.