La crisi.
20 luglio 2026 alle 01:47
WASHINGTON. Stati Uniti e Iran sono sull'orlo di un conflitto su più vasta scala dopo che due soldati americani sono rimasti uccisi dai missili di Teheran in Giordania. Washington in risposta ha sferrato per l'ottava notte consecutiva un'ondata di raid e colpito duramente Qeshm, l'isola strategica a guardia dello stretto di Hormuz. E, a prova del fatto che la guerra iniziata a febbraio rischia di allargarsi e prolungarsi, c'è l'invio di nuovi jet da combattimento dalle basi in Germania e Inghilterra. Una mossa che era in fase di pianificazione già prima dell'uccisione dei militari statunitensi. E ieri sera sono arrivate altre due notizie che contribuiscono a far salire la tensione: un soldato Usa è morto in Iraq durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso proveniente da un drone iraniano abbattuto. Un secondo militare è rimasto ferito in modo non grave. Inoltre, sono stati trovati resti, ora sotto esame, non identificati nell'ambito delle ricerche del militare dato per disperso dopo l'attacco dell'Iran in Giordania che ha ucciso due soldati (17 i morti in totale).
L'attacco in Giordania ha segnato l'apice di una settimana di raid a catena che hanno di fatto demolito ciò che restava dell'accordo per porre fine alla guerra. Donald Trump ha definito la morte dei due soldati «una cosa molto triste», ma ha anche rivendicato che «si tratta di un sacrificio da compiere» per fare sì che l'Iran non abbia mai l'arma nucleare. Quanto alla fine dell'intesa di Islamabad il presidente americano ha ostentato indifferenza: «Non me ne può fregare di meno», ha affermato, rispondendo alle parole della guida suprema Mojtaba Khamenei per il quale la firma del presidente Usa sugli accordi è «priva di ogni valore».
Il tycoon ha anche esortato i repubblicani al Congresso ad aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. «È quello che voleva fare Lindsey», ha scritto in un post su Truth, riferendosi alla legge promossa dal senatore Graham, scomparso di recente, e che prevede sanzioni per chi acquista petrolio e energia da Mosca. Intanto le forze Usa hanno bombardato l'isola di Qeshm, nei cui labirinti sotterranei si nascondono motovedette veloci e batterie costiere. Una vera e propria “città missilistica”, secondo gli esperti, per controllare o bloccare Hormuz. Teheran ha risposto con nuovi attacchi contro Kuwait, Bahrein e Giordania, alleati degli Usa.
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