okayduckyachtclub.xyz

Sono i giorni più caldi dell'anno in Puglia: le temperature


La Puglia stretta nella morsa del caldo torrido. Temperature superiori ai 40 gradi in gran parte della regione e dopo una breve tregua a iniziare da oggi, la situazione potrebbe di nuovo incendiarsi a partire dal 5 settembre. Un’estate caldissima che non pare abbia intenzione di fermarsi, dunque se è vero che le proiezioni matematiche prevedono un mese, quello che sta per iniziare, con un caldo sopra la media. Uno scenario ancora da confermare, vista la distanza temporale, ma che potrebbe riportare temperature elevate sull'Italia, in particolare sulle regioni del Mezzogiorno e sulla Puglia. Che da settimane è sotto un attacco senza soluzione di continuità di una calura che non molla la presa neanche nelle ore serali e notturne, ulteriormente rafforzata dall’alto tasso di umidità dell’aria. Tra le giornate più calde di tutta l’estate si sono issate venerdì e ieri, giorno nel quale le massime pugliesi hanno oscillato su livelli prossimi ai 40°.

Tra le città capoluogo di provincia, a toccare la temperatura più alta è stata Taranto (39°), seguita dai 38 gradi di Lecce, Foggia e Andria; a Bari, Barletta e Trani i termometri hanno segnato una massima di 37°, mentre è stata Brindisi la città capoluogo più “fresca” grazie ai suoi 36 gradi toccati nelle ore più calde della giornata. A rendere ancora più incandescente la situazione meteo in questi giorni, in particolare gli ultimi due, il massiccio carico di polvere sahariana che ha appesantito l’aria su tutta la regione, creando un vera e propria cappa di calore. Il fenomeno si è ripresentato a distanza di 40 giorni da un analogo episodio già osservato a metà luglio, quando i cieli della Puglia avevano assunto lo stesso aspetto lattiginoso e giallastro. Come anticipato, un leggero calo della colonnina di mercurio si dovrebbe avere già a partire da oggi. Nel corso di questa ultima domenica di agosto, infatti, i 37 gradi come punta più alta saranno toccati a Foggia, un grado in meno previsto sia a Lecce che a Taranto. Brindisi non andrà oltre i 35° e Andria non sfonderà i 34 gradi, mentre 33° di massima saranno quelli registrati a Bari, Barletta e Trani. Del resto, se ieri, il bollino rosso, il livello massimo di rischio per il Ministero della Salute era stato previsto per Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma, oggi la stessa segnalazione riguarderà “soltanto” quattro città, le tre siciliane e la calabrese, mentre escono dall’elenco la Capitale e Bari. Il calo termico potrebbe durare però soltanto sino alla fine della settimana entrante, sul finire della quale il rischio è che la colonnina di mercurio si possa di nuovo arroventare a causa dell’arrivo dell’anticiclone africano. Un’ulteriore, si spera l’ultima ondata di caldo potrebbe attanagliare la Puglia per la prima parte di settembre, anche se è ancora presto per stabilirne intensità e durata. La tendenza, quindi, va interpretata con cautela: non c'è ancora la certezza di una nuova ondata di caldo. I prossimi aggiornamenti saranno decisivi per capire se la tregua di fine agosto e inizio settembre sarà duratura oppure se l'estate 2026 avrà ancora un'ultima fiammata. Una stagione quella estiva che sta mettendo a dura prova molti settori produttivi, tra i più colpiti l’agricoltura e la zootecnia, così come la mitilicoltura tarantina Gli effetti del caldo sono già molto evidenti: nel Primo Seno del Mar Piccolo di Taranto sono stati segnalati fenomeni di mortalità del novellame, il cosiddetto seme di cozza messo a dura prova dalle alte temperature. A lanciare l’allarme sono state nei giorni scorsi Coldiretti Taranto, Unci Agroalimentare, Confcooperaa frotive Taranto-Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Taranto, Confesercenti CasaImpresa Taranto, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca. Le associazioni chiedono per evitare una crisi irreversibile monitoraggio immediato, interventi straordinari e un tavolo permanente con Regione e Comune. Ma è chiaro che conseguenze gravi sono prodotte da un caldo perdurante ed eccessivo anche sulla salute dell’uomo. «Nel corso di tutta la stagione estiva – le parole di Rosa Melodia, direttrice della struttura complessa di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza del Policlinico di Bari – abbiamo vissuto una costante situazione di stress della struttura, con oltre 300 accessi giornalieri al Pronto Soccorso. Le temperature elevate hanno un impatto evidente su persone fragili e con una serie di patologie, sugli anziani. Il sintomo più evidente è quello della disidratazione ma il colpo di calore può portare anche ad altre conseguenze e per molti pazienti si è reso necessario il successivo ricovero nei reparti specialistici. I consigli sono sempre quelli di idratarsi, mangiare frutta e verdura – conclude Melodia – ed evitare il sole nelle ore più calde».

Situazione migliore quella registrata al Pronto Soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce. «Non abbiamo dovuto affrontare i picchi di qualche estate fa – sottolinea Marinella Marrazzi, direttrice del reparto di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza del nosocomio salentino – ma la situazione è stata comunque di guardia alta. A soffrire il caldo eccessivo di queste lunghe giornate sono senza dubbio i pazienti con fragilità pregresse. Non sono mancati casi di problemi gastrointestinali causati dall’avere ingerito bevande particolarmente fredde, così come episodi di raffreddori, tosse e problemi respiratori causati dall’utilizzo di condizionatori a temperature troppo basse. Importante è infatti evitare – chiude Marrazzi – gli sbalzi termici importanti che possono portare a scompensi gravi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA