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Sono illegali i coltelli di plastica fatti con la stampante 3D?


È reato fabbricare oppure portare con sé uno strumento tagliente realizzato con una stampante che consente di realizzare oggetti tridimensionali?

La legge proibisce di possedere armi senza l’autorizzazione dell’autorità pubblica (questura o prefettura); anche in questa ipotesi, il trasporto è consentito solamente nelle ipotesi previste nella licenza, ad esempio per recarsi a caccia oppure presso un centro sportivo. È altresì vietato portare fuori dalla propria abitazione qualsiasi tipo di oggetto idoneo ad offendere, cioè di fare del male a una persona, per quanto possa trattarsi di un arnese di comune utilizzo, come un martello o un cacciavite. In questo preciso contesto si pone il seguente quesito: sono illegali i coltelli di plastica fatti con la stampante 3D?

La produzione domestica di oggetti taglienti e appuntiti è un fenomeno in costante aumento: per pochi soldi è possibile acquistare uno strumento pericoloso che però sfugge al controllo dei metal detector. Questa condotta è legale? Cosa rischia che fabbrica e chi acquista detti oggetti? Insomma: sono illegali i coltelli di plastica fatti con la stampante 3D? Approfondiamo l’argomento.

Indice

È legale avere un coltello in casa?

Si può avere un coltello in casa purché non sia un’arma propria, cioè uno strumento ideato appositamente per l’offesa alla persona; ne sono un esempio i pugnali, gli stiletti e i coltelli a molla o a scatto.

È quindi legale avere in casa i classici coltelli da cucina (per tagliare il pane, la carne, ecc.) nonché quelli che possono essere impiegati per lavori domestici o per hobbistica (coltelli da intaglio, scalpelli, taglierini, ecc.).

Anche in questa circostanza, però, è proibito portare con sé tali strumenti senza un giustificato motivo.

In altre parole, anche quando i coltelli non costituiscono un’arma propria la legge proibisce il trasporto al di fuori dell’ambiente domestico, a meno che non sussista una valida ragione che è possibile illustrare alle forze dell’ordine nel caso di controllo.

È illegale portare in macchina un set di coltelli affilati, a meno che non ci si stia recando nel magazzino in cui sono impiegati per lavorare il legno.

I coltelli, infatti, anche se non sono creati specificamente per l’offesa alla persona costituiscono pur sempre armi improprie, cioè strumenti che possono ugualmente essere utilizzati per fare del male.

Per tale ragione, la legge (art. 4, l. 18 aprile 1975, n. 110) stabilisce che «senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona». La pena è l’arresto da un mese ad un anno, oltre a un’ammenda.

Sono illegali i coltelli di plastica realizzati con la stampante 3D?

In linea di massima, i coltelli di plastica realizzati con una stampante 3D rientrano nel novero delle armi improprie, trattandosi di strumenti la cui pericolosità non può essere equiparata alle lame in materiale ferroso o a quelle affilate su entrambi i lati.

Ciò significa che è legale conservare in casa un coltello di plastica fatto con una stampante 3D, mentre non lo è portarlo con sé al di fuori delle mura domestiche, a meno che non sussista un giustificato motivo.

Portare a scuola un coltello in plastica realizzato con una stampante 3D è illegale.

È legale fabbricare coltelli di plastica con la stampante 3D?

Il codice penale (art. 695) punisce con l’arresto da tre mesi a tre anni e con l’ammenda fino a 1.239 euro chi fabbrica o pone in vendita armi senza la licenza dell’autorità pubblica.

La norma, tuttavia, non può applicarsi a chi realizzi coltelli in plastica con la propria stampante 3D, sia perché l’attività vietata presuppone una condotta abituale, sia perché il divieto riguarda solamente le armi proprie, come si evince dall’art. 704 c.p., secondo cui per armi si intendono soltanto:

Insomma: il reato di fabbricazione è applicabile solamente alla produzione di armi proprie mentre, per le ragioni sopra esposte, i coltelli in plastica creati con la stampante 3D costituiscono – di norma – armi improprie.

Ciò non impedisce all’autorità giudiziaria, nel corso di un procedimento penale, di disporre il sequestro della stampante 3D con cui una persona si è fabbricata il coltello di plastica che ha poi utilizzato per commettere un reato.

Approfondimenti

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