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Sorrento, nomine nella diocesi: Iaccarino rettore di Sant’Antonino


Valzer di incarichi per i sacerdoti dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. L’arcivescovo Francesco Alfano ha firmato, ieri mattina, il decreto con il quale procede alle nomine di un parroco, di un rettore, di un amministratore parrocchiale e del presidente di un ente religioso che si occupa dell’assistenza agli anziani.

Tra le novità imposte dal provvedimento spicca l’avvicendamento alla guida della Basilica Pontificia di Sant’Antonino Abate di Sorrento. A gestire la rettoria di quella che è la chiesa dedicata al patrono della città e dell’intera arcidiocesi è stato chiamato don Francesco Iaccarino. In realtà la sua nomina era stata già anticipata un anno fa, ma è stata rinviata fino alla conclusione delle celebrazioni giubilari per i 1400 anni del pio transito di Sant’Antonino Abate, morto nel 625. Non solo. Nel 2025 ricorrevano anche i cento anni dall’elevazione al rango di Basilica Pontifica della chiesa che, nella cripta, conserva le spoglie del patrono.

Un incarico di assoluto prestigio per don Francesco Iaccarino, chiamato a curare il luogo di culto simbolo di Sorrento, quello più amato dai fedeli della città e dell’intera arcidiocesi. Al rettore uscente, don Luigi Di Prisco, una volta concluse le celebrazioni per il «giubileo antoniniano», monsignor Alfano ha deciso di assegnare la delega alla presidenza del «Soggiorno Sant’Antonio». Fondato nel 1886 come «mendicomio» da monsignor Giuseppe Giustiniani, all’epoca arcivescovo di Sorrento, la struttura nel 1974 ha assunto l’attuale configurazione di centro residenziale per anziani, offrendo il soggiorno insieme all’assistenza religiosa, e ad una serie di servizi.

Le nomine

Tra gli incarichi formalizzati ieri dall’arcivescovo Francesco Alfano c’è anche la nomina di don Vincenzo Meglio alla guida della parrocchia Gesù Buon Pastore di Castellammare di Stabia. Infine don Pasquale Fiorillo è il nuovo amministratore parrocchiale della chiesa di Santa Maria di Galatea, a Casarlano, frazione collinare di Sorrento, dove subentra proprio a don Vincenzo Meglio. In questo caso la qualifica non è di parroco bensì, come detto, di amministratore parrocchiale. Ciò perché la chiesa di Casarlano è una delle sette parrocchie della penisola sorrentina e tra le circa 20 sparse in tutto il mondo, dove è ancora in vigore il «diritto di patronato» che concede alla comunità la facoltà di eleggere il proprio parroco. Privilegio che risale al Medioevo, ma che negli ultimi anni è stato messo da parte dagli ultimi due arcivescovi che hanno deciso di procedere alle nomine in autonomia.

Il risultato è che ormai nel comprensorio sorrentino, nelle parrocchie di Santa Maria del Lauro, a Meta, San Michele Arcangelo, Trinità e Mortora, a Piano di Sorrento, Trasaella e Santi Prisco ed Agnello, a Sant’Agnello e Casarlano, a Sorrento, ci sono esclusivamente amministratori parrocchiali.