Un corteo silenzioso di cittadini listati a lutto ha attraverso il centro di Airola per poi fermarsi nel chiostro comunale. Rammarico, indignazione ma anche tanta collera tra i manifestanti alla luce di quanto accaduto lo scorso 31 agosto nel sito di stoccaggio rifiuti di via Carracciano. Un corteo organizzato dai giovani al quale hanno partecipato numerosi cittadini arrivati non solo dalla Valle Caudina ma anche da alcuni centri del Casertano e soprattutto da Acerra, dove le persone hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significhi inquinamento e veleni, oltre alle presenze di comitati e associazioni. Anche ieri mattina solo striscioni, cartelloni e nessuna bandiera di partito. In ogni caso, nessun amministratore dei comuni interessati era presente nel chiostro di palazzo Montevergine. L’unico a intervenire è stato Giuseppe Maltese, consigliere comunale di minoranza airolano, anche lui in abito scuro e cravatta.
«Oggi ci rendiamo conto della gravità dell’incendio perché ci stiamo dentro. Cinque anni fa - ha detto - abbiamo preso coscienza che le fabbriche potessero prendere fuoco. Non era successo con l’immondizia. Passando davanti al sito coinvolto c’erano cumuli di materiale. Ma evitiamo la gogna perché giustizia deve essere fatta. La giustizia, però, ha due facce. Una è quella che la politica deve intervenire. Ma con capacità».
Momenti di tensione si sono registrati davanti al sito del rogo dove, per la seconda volta, dopo l’intervento nel chiostro municipale, si è recato il deputato dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. Ad attenderlo anche il sindaco di Airola Vincenzo Falzarano, che ha ripetuto di aver chiesto gli atti «dopo aver appreso in televisione dei sequestri». Amministrazione che quindi pare non conoscesse la situazione della Eco Energy alla vigilia dell’incendio ma che, alle richieste ufficiali, «non ha avuto risposte», come ha ripetuto lo stesso Falzarano. Poi il rogo. Che per Borrelli, accolto dagli applausi, «dovrà diventare una questione nazionale. Porterò la vicenda di Airola in Parlamento - ha detto ai cittadini - non solo perché è indispensabile accertare tutte le responsabilità di questo gravissimo disastro ambientale in tempi celeri, ma anche perché in tempi celeri bisogna iniziare a scrivere il futuro di quest’area, che deve essere messa in sicurezza». Poi ha ringraziato i vigili del fuoco, «veri eroi dello Stato». E in quel momento, l’oncologo Antonio Marfella, intervenuto in precedenza sui rischi per la salute, inginocchiandosi ha chiesto a Borrelli di «fare in modo che vengano effettuate analisi sulle diossine anche per quanto riguarda i pompieri eroi». Abbracci, infine, tra Borrelli e Marfella, sempre in ginocchio e la richiesta di aiuto per questa terra «troppo avvelenata».
I più infuriati erano però i giovani che hanno voluto la manifestazione ma anche i tanti agricoltori che «ancora una volta - ha detto Carmine Diodato, imprenditore agricolo - vedono a rischio la produzione. È già successo 5 anni fa». Altri imprenditori agricoli del posto hanno invece ritenuto che pure i grandi imprenditori «di castagna, olive, vini dovranno intervenire e interessarsi. O continueranno a vendere i loro prodotti e a pagare il prezzo più caro saremo sempre noi più piccoli».
Agguerrita Martina Caccavale, insieme ad altri giovani. «Non possono bruciare il nostro futuro. Questa volta è diverso. Nell’incendio di 5 anni fa non sono stati i giovani a muoversi, oggi sì. Questo territorio deve vivere». Ragazzi che poi si sono chiesti, dopo i dati diffusi dall’Arpac, «perché è stata bloccata una manifestazione in piazza se i dati sono positivi». La risposta di qualche esperto presente è stata quella di «pubblicare tutti i valori, non solo quelli che si leggono, perché tra quelli pubblicati e i diversi indici vi è differenza».
Cittadini che hanno infine avviato una raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco e le adesioni per una denuncia per disastro ambientale. Oggi, alle 17, è convocato il Consiglio comunale ad hoc. Attesa nei prossimi giorni anche la visita del parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello.