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Spalletti sistema la difesa Juve: la chiave è Bremer


Parola alla difesa. Sono in pochi alla Continassa in questi lunghi giorni di sosta ma gran parte della retroguardia è a disposizione di Spalletti. Il reparto è quasi al completo perché, al netto delle assenze di Kalulu e Lucumi, tutti gli altri sono al lavoro a Torino. E non è certo una brutta cosa per il tecnico: la solidità è una delle caratteristiche fondamentali per costruire i successi e proprio così la Juve ha impostato il ciclo dei nove scudetti consecutivi, otto dei quali vinti con la miglior difesa della Serie A. Le prime sei gare della stagione hanno detto che i bianconeri hanno ottenuto 4 clean sheet, subendo gol solo dal Milan e nel rovescio incredibile in casa del Sassuolo. Ecco, proprio il passaggio a vuoto con i neroverdi ha fatto riflettere sulle conseguenze dei tanti infortuni, in particolare a centrocampo con le prolungate assenze di Locatelli e Khéphren Thuram, ma la Signora ha risposto a dovere nei 180 minuti successivi. E se il Nec era un test troppo morbido per fare da cartina di tornasole, più significativo è stato il successo sull’Atalanta, portato a casa con la porta imbattuta. Spalletti ripartirà proprio da qui, fin dall’incrocio con il Cagliari, guarda caso la miglior difesa del campionato finora con soli due gol incassati.

Bremer da leader. La Juve si carica

Lucio riparte innanzitutto da Bremer, sempre più leader fondamentale, non solo perché ora ha preso il ritmo del goleador: già due reti per lui in cinque giornate di campionato, contro Frosinone e Atalanta. Gleison, che sta pian piano tornando il totem che era prima del grave infortunio al ginocchio, ha cambiato passo con il ritorno alla difesa a tre, deciso dal tecnico contro Nec e Atalanta. È il contesto tattico che più ne esalta le qualità: impatto fisico, anticipo, senso di posizione. In mezzo a Kalulu e Lucumì, Bremer si trova a meraviglia e adesso lavora per aggiungere velocità nella circolazione della palla e maggiore iniziativa nella sua azione, proprio come vuole Spalletti. Si lavora anche a questo nella lunga pausa delle Nazionali, così come al ritorno nelle rotazioni di Gatti e Kelly. L’inglese è stato titolare soltanto all’esordio a Frosinone mentre contro Parma, Sassuolo e Atalanta è entrato dalla panchina: ora punta a tornare un fattore e a confermare la crescita mostrata lo scorso anno. Stesso discorso per Gatti, che ha giocato una sola gara per intero, contro il Nec in coppa, e una manciata di minuti in campionato, ma decisivi, contro il Milan, quando ha firmato il gol del pareggio in pieno recupero. Pure per l’azzurro, con un calendario che al rientro dalla sosta prevederà per la Juve 9 gare in 29 giorni, ci sarà spazio. In attesa del ritorno a pieno regime, sulla fascia sinistra, di Cambiaso, ormai pronto al rientro, e Cabal.