
Il teatro della sparatoria in via Fosse Ardeatine, nella parte nord del quartiere di Sant’Ambrogio conosciuta come Crocione, la zona è stata chiusa con il nastro

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Seregno (Monza e Brianza) – Prima la sparatoria. Poi un uomo a terra in gravi condizioni. Mentre la città trascorreva ore spensierate in centro con i Giovedì di Seregno, dall’altro lato della ferrovia minuti violenti e una persona in fin di vita. La sparatoria è avvenuta poco dopo le 22 in via Fosse Ardeatine, nella parte nord del vasto quartiere di Sant’Ambrogio, in quelle strade che tutti conoscono come il Crocione.
Una volta dato l’allarme, sul posto - una stradina pedonale all’interno di un complesso Aler, molto buia e priva di telecamere - sono arrivati i mezzi inviati dall’Areu (azienda regionale dell’emergenza urgenza): l’automedica e un’ambulanza dell’Avis Meda. Il ferito, un italiano di 44 anni residente nella zona, con precedenti penali, è stato stabilizzato sul posto e poi trasportato d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza. È giunto in gravissime condizioni e nella notte è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per diverse ferite al costato e alle braccia. Ora è ricoverato nel reparto di Neurorianimazione con prognosi riservata. Le sue condizioni restano critiche.
Sul luogo della sparatoria, oltre al personale sanitario, sono arrivate anche le forze dell’ordine: non soltanto i carabinieri della compagnia cittadina, ma anche la polizia locale, che era in servizio per garantire il regolare svolgimento dei Giovedì di Seregno. Tutta la zona in prossimità del caseggiato Aler è stata chiusa al pubblico con il nastro. Sull’aggressione stanno lavorando i militari di Seregno, coordinati dalla Procura di Monza, i quali non escludono alcuna pista, dal movente passionale a una lite, a circostanze legate allo spaccio. Sono già stati sentiti i familiari del ferito, così come i condomini, i quali hanno raccontato di aver sentito i colpi e pensato che fossero fuochi di artificio, per poi affacciarsi e vedere il 44enne a terra.
Il Crocione, da sempre, è il quartiere più problematico di Seregno. Le sparatorie non sono all’ordine del giorno, ma di certo è il luogo meno attrattivo e considerato più insicuro di tutta la città. Degrado sociale, che è già sfociato più volte in vandalismi o in attività di spaccio di sostanze stupefacenti nei luoghi pubblici. Qualche volta si supera anche questo limite: due anni fa alcuni residenti avevano dato vita a un inseguimento nelle vie cittadine, con una sparatoria per oltre 400 metri che si era conclusa davanti all’oratorio di Santa Valeria.
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