Ha fatto mettere a verbale che non è stato ferito al Cep. In quelle ore si trovava da un’altra parte a Villagrazia. E’ qui che sarebbe stato ferito alla coscia da un colpo d’arma da fuoco vagante. E’ il terzo ferito da colpi d’arma da fuoco che ieri si è presentato in ospedale, al pronto soccorso del Policlinico, per essere curata dalla ferita d’arma da fuoco. Il suo racconto è al vaglio degli agenti della squadra mobile. Secondo quanto ha raccontato l’uomo ci sarebbe stata a Palermo una seconda sparatoria dall’altra parte della città. Una versione che convincerebbe poco. L’uomo è l’ultimo arrivato ieri sera in ospedale.
Gli altri due zio e nipote si erano presentati anche loro trasportati con mezzi propri uno all’Ingrassia e il secondo all’ospedale Cervello. Le condizioni di entrambi sono stazionarie. Non sarebbero in pericolo di vita. Si pensa ad regolamento di conti tra uomini del quartiere Borgo Nuovo e Cep. Ci sarebbe stata lunedì una rissa sotto i portici di Borgo Nuovo in via Piazza Armerina. Pare che siano stati esplosi anche colpi di pistola. Poi ieri pomeriggio tra via Dell’Aquila e via Paladini la reazione con sei feriti. Tre con colpi d’arma da fuoco e tre pestati.
Sei persone finite in ospedale in tre diversi episodi che gli investigatori ritengono collegati e che potrebbero essere la conseguenza di un unico regolamento di conti. Al Cep si è sparato in via Pietro Dell’Aquila, a poca distanza da via Paladini, dove il 9 maggio venne ucciso Placido Barrile, 34 anni, freddato con cinque colpi di pistola mentre si trovava nella sua auto. Era considerato dagli inquirenti uno degli elementi principali di una banda specializzata negli assalti ai bancomat e nei furti in appartamento.
Questa volta nel mirino sono finiti Saverio Zinna, 52 anni, e il nipote Giovanni, di 32. Il primo è stato colpito in tre parti del corpo ed è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Ingrassia, mentre il secondo è stato centrato alle gambe ed è andato da solo al pronto soccorso del Cervello. Presenta due fori d’ingresso e uno solo d’uscita: i medici dovranno verificare se uno dei proiettili sia rimasto conficcato nell’arto. Quando i due sono stati refertati nelle strutture sanitarie è immediatamente scattata la segnalazione alla polizia ma già poco prima alcuni residenti del Cep avevano chiamato il 112 riferendo di avere sentito gli spari.