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Spin Time, Gualtieri alla proprietà: "Avvieremo la stima per l'acquisto, questa strada non è abbandonata"


Claudio Bellumori e Mauro Cifelli

Claudio Bellumori e Mauro Cifelli 07 agosto 2026 18:59

L'intervento del sindaco Gualtieri

"Noi adesso avvieremo le procedure di legge per la valutazione dell'immobile per un eventuale acquisto. Questa strada non è abbandonata. Anche se i tempi purtroppo sono molto più lunghi". Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso del suo intervento all'assemblea di oggi di Spin Time. Il primo cittadino, inoltre, ha aggiunto: "Voglio dire a Investire: è vero, loro non avevano nessun obbligo ad accettare la nostra proposta. Ma è vero anche il contrario: rispetto alla loro natura giuridica che gli impedirebbe di firmare dico che non c'è scritto da nessuna parte, e che nessuno vieta, che un fondo possa fare una scelta e avere un cuore. Se si vuole avere un cuore si può fare una scelta".

Le parole di Gualtieri

Gualtieri, nel suo intervento, ha osservato: "Noi abbiamo pensato che la soluzione più giusta e seria per l'interesse pubblico fosse quella di stipulare un accordo vincolante con la proprietà per avviare le procedure di acquisto dell'immobile per riportare poi nell'immobile 120 persone, da subito e dopo lavori certificati dai nostri tecnici, in 60/90 giorni, per ridare un alloggio temporaneo. Come noto questa proposta è stata respinta con argomenti che a mio giudizio sono capziosi. Bisogna rispondere dicendo che le cose che hanno scritto non sono vere. La verità è che la proprietà non l'ha voluto sottoscrivere".

“Qui per portare la mia solidarietà”

Roberto Gualtieri, nelle sue parole, ha rimarcato: "Sono qui per portare la mia vicinanza, la mia solidarietà a tutta la comunità di Spin Time per questi giorni così duri e così difficili, è dolorosissimo vedere delle persone in strada, sradicate dal luogo che era diventato non solo una casa ma una comunità che ha saputo costruire un percorso di integrazione, di solidarietà e di emancipazione oggettivamente fuori dal comune.  E che merita il rispetto, l'ammirazione e la riconoscenza di tutti. In primo luogo delle istituzioni, perché se si dà un tetto a dei bambini, li si porta a scuola, li si tiene dentro un percorso comunitario, si fa una funzione pubblica". 

“Non vi lasceremo soli”

E ancora: "Oggi tutti scoprono che qui non c'era solo il problema di un'occupazione, di ripristino della legalità, ma c'era anche il drammatico problema di dare una casa a persone che hanno diritto per legge a una casa, perché sono persone fragili che rientrano in tutti i requisiti di legge che richiederebbero un alloggio popolare. E se quindi l'alloggio popolare non c'è, questo è un vulnus delle istituzioni, del nostro sistema che non ha saputo assicurare un diritto che è scolpito nella nostra Costituzione, nei nostri principi, nei nostri valori". Non solo: “Stiamo lavorando affinché la dimensione politica dello Spin Time abbia un riconoscimento e non venga meno quel laboratorio che è stato. Non vi lasceremo da soli”.

La nota a Investire Sgr

Un intervento, quello del primo cittadino, che fa il paio con una nota redatta in giornata dal Campidoglio, che ha parlato di "una proposta di acquisto solida sul piano tecnico e giuridico". Il Comune, da par sua, di fatto risponde alla società Investire Sgr, proprietaria dell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme dove Spin Time Labs è nato 13 anni. Dopo la fumata nera della riunione del 6 agosto, con la proposta di acquisto dell'immobile dove - prima dell'incendio - vivevano 400 persone, di cui oltre 130 famiglie e circa 90 bambini, l'amministrazione comunale ha diffuso una nota con la quale "ritiene necessario precisare alcuni elementi sulla proposta avanzata dall’Amministrazione per l’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme 55".

Impegno all'acquisto dell'immobile

Come scrivono dal Campidoglio, che sta cercando nuovi alloggi per risolvere l'emergenza: "Con la sua proposta, Roma Capitale si impegnava all’acquisto dell’immobile e stipulava un accordo transitorio al fine di consentire tutti gli interventi necessari alla messa in sicurezza dell’edificio e degli impianti, compresi quelli indicati dai vigili del fuoco. L’utilizzo degli spazi sarebbe avvenuto dopo l’esecuzione delle opere necessarie e sulla base delle attestazioni rilasciate dai tecnici competenti. Proprio i tecnici di Roma Capitale, a seguito del sopralluogo effettuato pochi giorni fa all’interno dell’immobile, hanno escluso la presenza di criticità strutturali tali da impedire questo percorso e attestato la possibilità, una volta completati gli interventi e acquisite le necessarie certificazioni, di predisporre in condizioni di sicurezza spazi in grado di accogliere circa 120 persone entro 60-90 giorni. Tali valutazioni sono state formalizzate e sottoscritte dai responsabili di due Dipartimenti capitolini e illustrate ai partecipanti al tavolo in prefettura".

La società Investire Sgr

Il Comune fa riferimento alla nota della Società Investire Sgr che subito dopo il mancato accordo aveva spiegato che: “l’analisi condotta con i consulenti tecnici e legali della società ha confermato in via definitiva che i suddetti profili di natura imperativa e inderogabile precludono a Investire SGR – quale gestore professionale del Fondo Immobili Pubblici – di acconsentire all’immissione in possesso dell’immobile in favore dell’amministrazione comunale”. Tradotto: lo stabile non si può vendere. Investire Sgr spiegava ancora: “A seguito della richiesta formulata da Roma Capitale di verificare la disponibilità della proprietà a un'eventuale acquisizione dell'immobile, Investire SGR ha manifestato fin da subito la disponibilità ad avviare, con la massima rapidità, il percorso necessario per una possibile cessione, nel rispetto dei valori di mercato e degli obblighi fiduciari nei confronti di partecipanti dei fondi”. Peccato che, "dopo circa tredici anni di carenza della manutenzione, le condizioni dell'edificio impongono la massima prudenza in quanto, come confermato all’esito del sopralluogo del 5 agosto u.s., non sussistono le condizioni manutentive e di sicurezza dell’edificio e dei suoi impianti necessarie per escludere il rischio di incidenti alle persone, nuovi incendi, esposizione a materiali nocivi alla salute". Insomma, sarebbero serviti lunghi lavori prima di poter far rientrare qualcuno.

Proposta costruita su basi solide

In attesa di trovare una soluzione ad una emergenza che si protrae da oltre una settimana, dal Campidoglio spiegano ancora: "Anche sotto il profilo giuridico, la proposta è stata costruita su basi solide. Con l’immissione in possesso, la posizione di garanzia connessa all’utilizzo e alla gestione dell’immobile sarebbe stata assunta da Roma Capitale quale soggetto utilizzatore, secondo quanto previsto dall’articolo 40, comma 2, del Codice penale e dalla giurisprudenza richiamata dagli uffici capitolini. La responsabilità penale, come stabilisce l’articolo 27 della Costituzione, è personale: il percorso individuato era quindi finalizzato a trasferire concretamente in capo all’Amministrazione le responsabilità connesse alla disponibilità e alla gestione del bene".

Risposta in tempi rapidi

"Quanto al prezzo, le procedure di acquisto di beni da parte degli Enti Locali non prevedono trattative economiche, ma una definizione del prezzo affidata all’Agenzia delle Entrate e all’Agenzia del Demanio. Con l’accordo, Roma Capitale si impegnava formalmente ad acquistare l’immobile al prezzo che sarebbe stato definito - concludono dal Campidoglio -. L’accettazione della proposta di Roma Capitale avrebbe consentito di dare una risposta in tempi rapidi alle necessità di centinaia di persone e di incardinare da subito l’acquisto dell’immobile. A seguito della risposta negativa da parte della proprietà, l’Amministrazione si è da subito attivata per provvedere a soluzioni abitative alternative e farà in ogni caso richiesta di una stima all’Agenzia delle Entrate ai fini di un suo eventuale acquisto. Tuttavia, i tempi di questa procedura restano più lunghi ed è proprio per questo motivo che era stata formulata la proposta descritta sopra".

Spin Time Labs deve tornare pubblico

Palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme che, secondo gli stessi attivisti di Spin Time Labs "deve tornare pubblico". Come scrivono in una lunga nota: "Investire SGR ha rifiutato ogni proposta per consentire il rientro in sicurezza delle famiglie nell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, sede di Spin Time Labs. Lo ha fatto sapendo che il Comune aveva già garantito la messa in sicurezza dell'immobile e si era assunto la responsabilità della sua gestione: non c'era alcun ostacolo tecnico, nessun rischio per la proprietà, nessuna ragione economica plausibile. C'era solo una condizione politica, mai dichiarata ma evidente a tutti: liberarsi di Spin Time.

In una situazione in cui ogni ora conta, Investire ha scelto le proprie tasche a scapito delle persone e a scapito delle istituzioni che si erano messe in gioco per trovare una soluzione. Da quello che apprendiamo, non è mai stata una questione di prezzo: è stata una scelta consapevole di anteporre un interesse privato al destino di centinaia di persone, tra cui decine di bambini lasciati senza una casa. È l'esercizio, lucido e volontario, di un potere che si crede superiore al diritto alla casa e al diritto alla città.

Questa è una scelta politica, prima ancora che finanziaria. È la stessa alleanza tra rendita finanziaria e destra autoritaria che da anni vuole svuotare le città degli spazi sociali e trasformarle in speculazione da valorizzare a ogni costo. Sappiamo benissimo di chi è la firma su questo rifiuto, e non permetteremo che resti senza conseguenze né senza nome.

In questi otto giorni migliaia di persone, insieme a tutte le realtà sociali e solidali di Roma e non solo, hanno riempito via Santa Croce in Gerusalemme e trasformato il presidio in una mobilitazione straordinaria, che è già una vittoria: ha imposto Spin Time al centro del dibattito pubblico e ha costretto istituzioni e proprietà a confrontarsi con una forza collettiva che non si aspettavano. Questa mobilitazione non si ferma, perchè la partita è ancora aperta.

Al Sindaco e a tutta l'amministrazione chiediamo di usare ogni strumento politico, amministrativo e legale a disposizione del Comune per arrivare all'acquisizione di questo immobile e alla piena restituzione al pubblico di uno spazio che deve tornare a essere, senza ambiguità , di tutti. Il ripristino della legalità, come hanno detto molti in questi giorni, passa da qui: da un palazzo che rientra nel patrimonio pubblico e da abitanti che rientrano nelle loro case senza dover chiedere permesso per riprendersi ciò che è loro.

Ma questa battaglia non riguarda solo Investire. Il Sindaco si è esposto pubblicamente su una vicenda sociale delicata e importante, e l'intera coalizione che lo sostiene ha il dovere di contribuire fino in fondo, con tutti gli strumenti a disposizione, senza lasciarci soli di fronte a un fondo che gioca sulla pelle delle persone. Chi ha condiviso l'impegno su Spin Time deve condividerne anche la responsabilità ora, mentre la partita è ancora aperta.

E c'è una domanda più larga che la politica non può più rimandare. In troppe città amministrate dal centrosinistra i progetti di social housing restano sulla carta, sottofinanziati o consegnati agli stessi soggetti che oggi scelgono la rendita contro le persone. Se una proprietà può permettersi di lasciare famiglie e bambini in mezzo a una strada senza pagarne il prezzo politico, il problema non è solo di Investire SGR: è di chi continua a trattare con questi soggetti come se fossero interlocutori affidabili. Non lo sono. Ogni amministrazione di sinistra che oggi guarda a Spin Time ha davanti la prova di che tipo di controparte ha di fronte, e dovrà decidere se questo conta qualcosa nelle scelte future su casa, patrimonio pubblico e rigenerazione urbana.

Vigileremo passo dopo passo sul percorso di assistenza alloggiativa, perchè riguarda tutti gli abitanti coinvolti e non 23 nuclei familiari, e continueremo a pretendere che le persone possano rientrare senza condizioni. La mobilitazione di questi giorni rimane il nostro campo di battaglia e non si ferma finché quei cancelli non si riapriranno e Spin Time non tornerà nel palazzo, pubblico, di tutti.

Quello che sta succedendo in via Santa Croce in Gerusalemme non riguarda solo Roma: riguarda il diritto alla casa e il diritto alla città in tutta Italia, in un paese in cui le città vengono progressivamente svuotate di spazi pubblici e sociali e il diritto alla casa resta lettera morta. Per questo chiediamo a ogni realtà sociale, sindacale e politica del paese di stringersi intorno a questa lotta e di farne, da subito, una battaglia nazionale. La lotta per Spin Time è la lotta di tutti per la città pubblica".