Palermo. In occasione della Settimana europea dello sport, la Uil Sicilia denuncia la condizione critica dell’attività sportiva nell’isola. “Mentre l’Europa celebra sport e inclusione, in Sicilia fare sport resta un lusso o un percorso a ostacoli per tante famiglie”, dichiarano la stessa segretaria generale Luisella Lionti e Marco Caruso, responsabile dell’ufficio Uil Sport.
Al centro delle criticità l’assenza o l’inadeguatezza delle palestre scolastiche e degli impianti sportivi, molti inagibili o fermi da anni in stato di riqualificazione. “Seppur il diritto allo sport è sancito dalla Costituzione renderlo esigibile è sempre più difficile”, sottolineano i sindacalisti. A ciò si aggiunge l’impatto dell’inflazione e della crisi economica. L’accesso alla pratica sportiva è oggi infatti delegato quasi interamente al settore privato con costi mensili proibitivi che tagliano fuori chi non può permetterseli. “Riconoscere il valore educativo e sociale dello sport sulla carta non basta, questa non è inclusione ma discriminazione sociale”, affermano Lionti e Caruso. La Uil Sicilia chiede a Stato ed Enti locali di garantire spazi, impianti e condizioni per esercitare il diritto allo sport partendo dalle periferie, dove i giovani scontano la mancanza di luoghi di aggregazione, salute e legalità.
Il sindacato, inoltre, denuncia la condizione drammatica dei lavoratori dello sport nell’isola – istruttori, personal trainer, allenatori, arbitri, atleti – che, nonostante la recente riforma, non godono di tutele contrattuali e dignità salariale. “Occorre un cambio culturale e la giusta dignità a lavoratrici e lavoratori di questo settore” che riconosca pienamente il lavoro sportivo nell’Isola”, concludono Lionti e Caruso. La Uil Sicilia, attraverso l’istituzione dell’ufficio Uil Sport, si impegna a raccogliere i bisogni e tutelare i diritti di atlete, atleti e lavoratori dello sport, espressione di un mondo del lavoro sommerso ma costante.

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