Un po' i tagli draconiani al governo di Elon Musk, un po' una fuga dall'amministrazione, sta di fatto che alla Cia in questi ultimi mesi c'è stato un esodo senza precedenti. Un'emorragia di agenti tale da mandare in tilt il sistema pensionistico dell'agenzia d'intelligence e fa temere per le capacità di analisi di uno degli asset più importanti degli Stati Uniti in un periodo particolarmente delicato in patria e all'estero. Secondo quanto hanno rivelato fonti interne al Washington Post, sebbene le cifre esatte siano classificate il ritmo dei pensionamenti e delle dimissioni a Langley non ha precedenti nella storia recente. All'inizio del 2025 l'organico contava complessivamente circa 22.000 persone.
Da allora, si stima che abbiano lasciato più di mille agenti. Alcuni ex funzionari descrivono la riduzione dell'organico come la più ampia dai tempi dei drastici tagli subiti nei primi anni Novanta, in seguito al crollo dell'Unione Sovietica e alla fine della Guerra Fredda. E' vero che dopo la scure del dipartimento per l'efficienza governativa, quando era ancora gestito dal patron della Tesla, e i successivi drastici tagli dell'Office of Personnel Management, la tendenza ad andare in pensione ha interessato l'intera amministrazione federale. Ma è particolarmente delicata alla Cia: con la conseguenza che agenti che operano spesso in zone a rischio, che raramente ricevono riconoscimenti pubblici e che sono addestrati a non lamentarsi apertamente, ora devono pure aspettare mesi per ricevere il meritato vitalizio. Oltretutto, fanno notare gli esperti, un migliaio di ex agenti a conoscenza dei più profondi segreti dello Stato e, allo stesso tempo, irritati con l'amministrazione è un rischio per la sicurezza. In una recente mail rivolta ai dipendenti che se ne sono andati, l'agenzia ha ammesso il problema e chiesto pazienza.
"L'Ufficio Pensioni sta attualmente gestendo un numero senza precedenti di pratiche e lavora incessantemente per accelerarne l'iter", si leggeva nella comunicazione. "Apprezziamo la vostra comprensione e pazienza in questo periodo complicato. Vi assicuriamo che il nostro team è impegnato a elaborare i pagamenti della vostra pensione nel modo più efficiente possibile". La nota forniva pure due numeri verdi da contattare qualora fossero trascorsi più di sei mesi dalla ricezione dell'ultimo stipendio. Un'ex funzionaria ha raccontato al Washington Post che un collega andato in pensione a marzo ha ricevuto il suo di aver parlato di recente con un collega, andato in pensione a marzo, che ha ricevuto il suo primo assegno questo meso e neanche per l'importo totale. C'è pure chi ha dovuto aspettare nove mesi. E gli agenti che fino al giorno prima di ritirarsi reclutavano informatori, redigevano rapporti riservati sulle crisi globali o sviluppavano strumenti di spionaggio ad alta tecnologia si trovano in crisi.
"Se ai militari in congedo venisse detto di dover attendere un anno o più per ricevere la pensione maturata, a Washington scoppierebbe il caos. Gli agenti dell'intelligence operano nell'ombra, ma la loro discrezione non deve trasformarsi in uno scudo per coprire fallimenti istituzionali", ha dichiarato un ex alto funzionario dell'intelligence a conoscenza della questione. Un portavoce dell'agenzia ha replicato sostenendo che "sotto la guida del direttore John Ratcliffe, la Cia si sta concentrando sul riportare l'Agenzia alla sua missione di reclutamento di spie e ha recentemente assunto il più numeroso gruppo di agenti degli ultimi vent'anni".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA