
Il vescovo Gianpiero Palmieri

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La comunità diocesana ascolana prende posizione dopo la comparsa dello striscione anonimo con la scritta "Vescovo via da Ascoli", apparso in città sabato scorso sullo sfondo delle polemiche legate alla Pastasciutta Antifascista in programma il 26 luglio nel piazzale della chiesa di San Marcello dopo che la parrocchia dei Frati aveva revocato gli spazi inizialmente concessi.
Con una nota ufficiale, la Diocesi esprime piena vicinanza a monsignor Gianpiero Palmieri, invitando a riportare il confronto entro i confini del rispetto reciproco. Nel comunicato si legge: "Quando un Vescovo, come monsignor Palmieri, esercita il suo ministero con libertà evangelica, richiamando la dignità della persona, la giustizia, la pace, l’accoglienza, la responsabilità e la fraternità, è naturale che il suo messaggio non lasci indifferenti. Può essere accolto con entusiasmo, può suscitare interrogativi, può perfino incontrare resistenze. Fa parte della missione della Chiesa essere segno di contraddizione, come lo è stato Cristo".
La Diocesi affronta direttamente anche il significato dello striscione: "Anche l’esposizione di uno striscione polemico e che si trincera dietro l’anonimato, per quanto possa dispiacere nei toni e nei contenuti, può essere letta come il segno che quella parola ha raggiunto il suo obiettivo: ha toccato le coscienze. L’indifferenza sarebbe forse più preoccupante del dissenso". Allo stesso tempo viene ribadito che "il confronto dovrebbe sempre svolgersi nel rispetto reciproco, evitando che il dissenso degeneri in offesa personale o in delegittimazione".
La nota sottolinea inoltre che "la Chiesa non teme il dialogo, anzi lo promuove", ricordando come il compito del vescovo sia quello di "custodire il Vangelo e annunciarlo con fedeltà, anche quando comporta incomprensioni o critiche". Da qui la manifestazione di sostegno al presule: "Come comunità diocesana desideriamo esprimere al nostro Vescovo Gianpiero vicinanza, stima e sostegno, come riconoscimento del servizio che egli svolge a favore dell’intera Chiesa. Le polemiche passeranno. Ciò che rimarrà sarà la testimonianza di una Chiesa che non rinuncia a parlare alla coscienza degli uomini e delle donne del nostro tempo".
La nota si chiude con una battuta rivolta agli autori dello striscione: "E per buona pace di chi ha scritto lo striscione, ricordiamo che il mandato del Vescovo Gianpiero terminerà fra 15 anni".
Matteo Porfiri
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