Gli stipendi crescono, ma l’inflazione li erode e il potere d’acquisto degli italiani diminuisce.
È quanto emerge dall’edizione 2026 del Geography Index Report dell’osservatorio JobPricing.
La Sardegna, con una retribuzione globale annua (RGA) di 30.314 euro, si piazza al quindicesimo posto tra le Regioni italiane nelle classifica guidata dalla Lombardia, che registra una media di 36.331 euro, seguita da Lazio (35.222 euro), Liguria (34.872 euro), Trentino-Alto Adige (34.522 euro) ed Emilia-Romagna(34.295 euro). In fondo alla graduatoria si trovano Basilicata (27.767 euro), Calabria (29.146 euro) e Sicilia (29.482 euro).
Nel 2015 la RGA nell’Isola era di 25.569 euro, si rileva dunque una crescita del 18,6%, completamente erosa dall’inflazione, che dal 2015 ad oggi in Sardegna ha visto un aumento generalizzato dei prezzi del 23,3%. Conclusione, i sardi hanno perso potere d’acquisto, il delta è del 4,8%.
A registrare la maggior perdita di potere d’acquisto è l’Umbria (-15,1%), seguita da Veneto (-13,9%), Sicilia (-13,1%) e Trentino-Alto Adige (-12,3%). Anche Lombardia (-8,9%) ed Emilia-Romagna (-10,7%), pur collocandosi ai vertici per livello retributivo, registrano una perdita pari o superiore alla media nazionale. Marche (+0,7) e Molise(+2,8) sono le sole regioni con un saldo non negativo e, anzi, le uniche dove nei fatti i salari sono aumentati rispetto al costo della vita.
A livello nazionale la RGA è di 33.798 euro, +14,2% rispetto al 2015. A fronte di un’inflazione al 22,6%, gli italiani hanno perso potere d’acquisto per l’8,4%.
Quanto ai dati provinciali Cagliari, 42esima, è la prima provincia del Mezzogiorno per RGA, 32.095 euro. Nelle retrovie le altre province sarde: Nuoro 93esima (28.651), Oristano 94esima (28.637), Sud Sardegna in 97esima posizione (28.495) e infine Sassari quintultima, al 103esimo posto con una RGA di 27.723 euro. A parte Nuoro che ne ha guadagnate quattro, tutte le altre province sarde hanno perso posizioni nell’ultimo anno.
Ma il dato più interessante, anche a livello provinciale, riguarda la perdita del potere d’acquisto. Anche a Cagliari infatti gli stipendi sono erosi dall’aumento dei prezzi: sono cresciuti del 16,3% dal 2015 ad oggi, ma nello stesso periodo si rileva un’inflazione del 22,8%.
Se Milano è la provincia con la retribuzione più alta (40.055 euro), davanti a Trieste, Bolzano, Roma e Bologna, in una classifica dominata dal Nord (15 province di Emilia Romagna e Lombardia nei primi 23 posti), agli ultimi tre posti si trovano Matera, Crotone e Ragusa.
Ma il quadro si capovolge quando si guarda al potere d'acquisto: su campione di 40 province analizzate, Campobasso è l’unica a registrare un saldo positivo significativo nel decennio, con un +3,5%. All’opposto Milano vede un brusco -9,9% di potere d'acquisto in busta paga in dieci anni; Bologna -10,6%; Genova -15,7%e Bolzano -22,8%.
© Riproduzione riservata