In Francia il nuovo anno scolastico inizierà con una novità: niente smartphone nelle aule delle scuole superiori. La misura è sopravvissuta al vaglio dei “Saggi”, che il 14 agosto hanno bocciato diverse norme del pacchetto del governo contro la dipendenza dei giovani dagli schermi e in particolare il divieto dei social network per gli under 15.
Ma i dirigenti scolastici contestano “un timing sbagliato“: gli studenti francesi torneranno infatti in aula a inizio settembre e ciò significa che le scuole avranno soltanto dieci giorni per adeguarsi.
Nel botta e risposta tra la portavoce del governo Maud Bregeon e il segretario del principale sindacato dei presidi Snpden-Unsa François Resnais, le posizioni sono nette: la prima, al termine della conferenza alla fine del primo consiglio dei ministri al rientro dalle ferie, ha insistito che “il divieto dei cellulari nei licei potrà essere operativo fin dal rientro in classe” e sarà introdotto “in un quadro giuridico stabile e consolidato”, mentre il secondo ha protestato sostenendo che “gli istituti non sono pronti“.
Per applicare il provvedimento approvato dal Parlamento come richiesto da una circolare del 2 luglio, infatti, le scuole devono modificare il regolamento interno, consultando il Consiglio dei delegati e i consigli di amministrazione di istituto, cosa che difficilmente potrà accadere prima della riapertura delle scuole.
Nel frattempo, il premier Sébastien Lecornu è alle prese con la riscrittura della misura per introdurre il divieto dei social ai minori di 15 anni, che il Consiglio costituzionale, a cui avevano fatto ricorso deputati socialisti e de La France Insoumise, ha ritenuto “una violazione sproporzionata della libertà di espressione” dei più giovani.
Il primo ministro, su incarico del presidente Emannuel Macron, riformulerà la norma in modo tale che “tenga conto dei rilievi del Consiglio Costituzionale”, lavorando contemporaneamente a una finanziaria per il 2027 sempre più difficile da varare. La portavoce Bregeon ha dichiarato che “l’obiettivo del presidente è ottenere un quadro legislativo stabile entro la prossima primavera per proteggere i bambini e gli adolescenti”.