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Strage di Castel d’Azzano, a processo i tre fratelli Ramponi


Sono stati rinviati a giudizio, davanti alla Corte d'Assise di Verona, i fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, imputati di strage, detenzione di esplosivi e minacce per la morte dei tre carabinieri, uccisi la notte del 14 ottobre 2025 dall'esplosione nel casolare alle porte di Verona. Indagati per negligenza tre militari

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Sono stati rinviati a giudizio, davanti alla Corte d'Assise di Verona, i fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, imputati di strage, detenzione di esplosivi e minacce per la morte dei tre carabinieri, uccisi la notte del 14 ottobre 2025 dall'esplosione nel casolare a Castel d'Azzano, alle porte di Verona.    

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I fratelli Ramponi rinviati a giudizio per strage

 La decisione è stata presa dalla Gup Beatrice Marini, davanti alla quale si è presentato solo Franco Ramponi, 66 anni, mentre Dino (64enne) e Maria Luisa (60 anni) sono rimasti rispettivamente nel carcere di Trento e in quello di Vicenza. Il processo si aprirà il 26 ottobre prossimo davanti al collegio presieduto da Raffaele Ferraro. La Gup ha rigettato tutte le richieste delle difese, relative a una perizia in incidente probatorio sulla capacità di intendere e volere dei tre fratelli. Respinta anche l'istanza dell'avvocato Enrico Bastianello, che difende Dino Ramponi, di non luogo a procedere per strage perché il suo assistito era fuori dal casolare al momento dell'esplosione. In aula anche alcuni feriti dalla deflagrazione e alcuni parenti delle vittime. "Abbiamo piena fiducia nella magistratura - ha detto Fredile Bernadello, papà del 36enne Davide - sia inquirente, sia giudicante. Non posso dire che siamo soddisfatti perché quello che succederà in Tribunale non potrà certo restituirci il nostro Davide, però siamo fiduciosi in una giusta sentenza". 

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Tre ufficiali indagati per negligenza

Tre ufficiali dei Carabinieri sono invece indagati per presunte negligenze dalla Procura Generale di Venezia, che ha aperto un fascicolo sull'irruzione che portò alla strage. Il fascicolo d'indagine è rivelato oggi dal quotidiano L'Arena. La Procura Generale, competente per le azioni disciplinari a carico di ufficiali per negligenza ha notificato il capo di incolpazione al capitano Vincenzo Spataro, comandante della compagnia di Villafranca (Verona), al tenente colonnello Antonio Sframeli, comandante del reparto operativo di Verona e al colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale. L'accertamento riguarda presunti errori sul piano della pianificazione dell’intervento, nella sua gestione e per non averlo interrotto quando era apparso chiaro che i Ramponi avevano saturato di gas l'ambiente del casolare, con rischio di esplosione evidente. I legali dei familiari di Marco Piffari, vittima assieme a Valerio Da Prà e Davide Bernardello, avevano chiesto con un esposto di accertare se vi fossero altre responsabilità, oltre a quelle dei Ramponi, e se la strage sarebbe stata evitabile.

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