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Strage di tartarughine a Senigallia: nove piccole investite dalle auto, altre emergono dal nido e vengono salvate


Strage di tartarughine a Senigallia: nove piccole investite dalle auto, altre emergono dal nido e vengono salvate
Strage di tartarughine a Senigallia: nove piccole investite dalle auto, altre emergono dal nido e vengono salvate

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venerdì 4 settembre 2026, 15:42

SENIGALLIA – Una scoperta tanto inattesa quanto delicata ha interessato il litorale di Senigallia: nella notte tra il 30 e il 31 agosto alcuni piccoli di Caretta caretta sono emersi da un nido che non era stato precedentemente individuato. Un evento di particolare rilevanza per la tutela della fauna marina, che ha immediatamente attivato la Fondazione Cetacea, la Guardia Costiera, i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES e il Comune.

Alcuni dei piccoli sono riusciti a raggiungere il mare. Tre in particolare sono stati accompagnati verso l'acqua: uno da un passante, altri due recuperati successivamente e condotti al largo con il supporto della Guardia Costiera di Senigallia.

Nove tartarughine investite

La prima emersione ha però evidenziato anche i rischi legati alla presenza di illuminazione artificiale e al traffico nella zona retrostante l'arenile. I neonati, infatti, invece di dirigersi verso il mare, in alcuni casi si sono disorientati andando verso la strada.

Il bilancio è stato drammatico: nove esemplari sono stati accidentalmente investiti e schiacciati dai veicoli sulla strada alle spalle della spiaggia.

La possibilità che altre tartarughine potessero emergere nelle notti successive ha quindi reso necessario un intervento immediato. L'area è stata presidiata e sottoposta a monitoraggio dagli esperti della Fondazione Cetacea, coordinati dalla dottoressa Chiara Roncari, con il supporto dei volontari e nell'ambito della necessaria deroga ministeriale per gli interventi sui nidi di tartaruga marina.

Altri due piccoli in mare dopo 96 ore

L'attesa non è stata vana. Dopo oltre 96 ore dai primi ritrovamenti, intorno alle 6 di questa mattina, altri due piccoli sono emersi dal nido e sono stati accompagnati al mare.

Nelle ore successive l'area interessata dagli ultimi ritrovamenti è stata perimetrata grazie alla collaborazione del Comune di Senigallia.

Proseguono intanto le ispezioni degli esperti per individuare con precisione la posizione del nido e verificare la presenza di eventuali altri esemplari.

Una specie protetta

La Caretta caretta è una specie particolarmente vulnerabile e sottoposta al massimo livello di tutela internazionale previsto dalla Convenzione di Washington, la CITES. Sono vietati la cattura, la detenzione, il commercio e il disturbo degli esemplari e dei loro nidi.

Per questo le operazioni sono state supervisionate dai Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Ancona, mentre Fondazione Cetacea e gli altri soggetti coinvolti stanno lavorando per garantire la massima protezione possibile alle tartarughe.

Il ritrovamento conferma inoltre il potenziale del litorale marchigiano come ambiente idoneo alla nidificazione della specie e richiama la necessità di mantenere alta l'attenzione lungo la costa, attraverso il monitoraggio e la collaborazione tra istituzioni, associazioni, operatori e cittadini.

«Non intervenite, segnalate gli avvistamenti»

In caso di nuovi avvistamenti, l'indicazione degli esperti è precisa: non bisogna intervenire autonomamente né toccare o spostare i piccoli.

Chi dovesse vedere una tartarughina lungo la costa è invitato a segnalarlo immediatamente al numero 334 5688320, fornendo, quando possibile, indicazioni precise sul luogo dell'avvistamento e senza disturbare gli animali.

La tempestività delle segnalazioni può infatti risultare decisiva per consentire agli esperti e alle autorità di intervenire e accompagnare in sicurezza i piccoli verso il mare.

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