Il modello attuale dell’operazione Strade Sicure presenta «quattro forme di disallineamento»: la «missione eccezionale è divenuta permanente, ma il suo assetto continua a essere giustificato attraverso rinnovi anziché da una legge organica che definisca finalità, criteri di uscita e valutazione».
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIl personale inoltre «può pattugliare e assistere a eventi criminali, ma non dispone sempre degli strumenti giuridici per completare il primo ciclo dell’intervento». «Il valore della presenza è spesso misurato in unità schierate, controlli o siti presidiati» e, infine, «ogni turno urbano sottrae tempo a preparazione, addestramento e recupero in una fase in cui la difesa collettiva richiede maggiore prontezza».
È quanto mette in evidenza uno studio del centro di ricerca e formazione strategica Shield della Sda Università Bocconi, dedicato alla sicurezza nazionale e in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Azienda Pubblica.
Un focus che arriva in un momento in cui si è sviluppato nella maggioranza un dibattito politico tra il vicepremier e ministro dei Trasporti, il leghista Matteo Salvini, che chiede un rafforzamento dell’operazione militare interforze avviata in Italia nell’agosto del 2008 (durante il governo Berlusconi IV) che prevede l’impiego di personale delle Forze Armate italiane a supporto delle Forze di Polizia per la tutela della sicurezza pubblica e il controllo del territorio. A frenare è invece il ministro della Difesa, il fondatore di Fratelli d’Italia Guido Crosetto.
In particolare, Salvini ha chiesto “subito” più militari a presidio di strade, piazze e stazioni, potenziando così l’operazione che oggi conta 6800 soldati. Ma Crosetto in un post su X ha ribattuto: «Basta che non sia per motivi solo “estetici” per far vedere qualche mimetica per strada». E ha rimandato a una legge di riordino della difesa, indicata come strumento per rendere «legalmente possibile» l’uso dei militari contro la criminalità. Ma il Carroccio non ha mollato e proprio richiamandosi a Crosetto, ha chiesto una svolta «già dalla prossima settimana» e «non con una presenza “estetica”», bensì con «migliaia di ragazzi e ragazze addestrati e armati che potrebbero uscire dalle caserme e affiancare le forze dell’ordine».
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