okayduckyachtclub.xyz

Suore bielorusse sotto accusa in Francia, vendevano icone religiose e souvenir per finanziare l'esercito russo in Ucraina


Suore bielorusse impegnate nel finanziare i soldati russi in Ucraina attraverso la vendita di icone religiose e souvenir. È quanto emerso da una recente inchiesta condotta dalla testata francese Ouest-France. Al centro di questo "scandalo" ci sono le sorelle del convento di Sant'Elisabetta a Minsk, in Bielorussia.

Il contesto 

Nella cittadina costiera di Les Sables-d'Olonne, in Francia, le suore hanno trascorso diverse settimane ad agosto raccogliendo donazioni in denaro con il pretesto di finanziare orfanotrofi e ospedali psichiatrici, una pratica che replicano in tutta la Francia da anni, come riportato da Ouest-France.

Nello specifico, avrebbero raccolto soldi, attraverso la vendita di icone religiose e souvenir, apparentemente a scopo benefico.

Le prove del sostegno alla Russia

La dirigenza del convento mantiene profondi e pubblici legami con il regime bielorusso e appoggia apertamente l'invasione russa dell'Ucraina, come rivelato da Ouest-France. Non in ultimo, sono molte le prove che confermano l'invio di aiuti materiali alle forze russe. L'arciprete Andrei Lemeshonok, padre spirituale del monastero, ha ripetutamente sfruttato la sua posizione per sostenere la guerra, dichiarando in un messaggio del maggio 2025 che il monastero opera come un'"unità combattente" e sollecitando preghiere per i "guerrieri" russi. Ouest-France ha inoltre fatto notare che il sedicente presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha visitato il convento nel gennaio 2023, elogiando in particolare la struttura per aver organizzato raccolte fondi a sostegno delle truppe russe sul campo di battaglia. Il flusso finanziario e logistico verso il fronte è coordinato attraverso un progetto chiamato "Aiuto per i Fratelli", come riportato da Ouest-France sulla base di un'analisi dei canali Telegram del convento. Guidata da Suor Alexandra a Minsk e coordinata in Russia da Suor Evgenia del convento di Santa Maria Maddalena a Orel, la rete ha consegnato con successo droni, stivali militari, forniture mediche e almeno nove veicoli fuoristrada direttamente alle unità combattenti russe, secondo l'inchiesta di Ouest-France. Il quotidiano francese ha messo in evidenza un video che mostra un soldato russo ringraziare esplicitamente suor Alexandra per la donazione di un drone, insieme a foto della suora che posa con una bandiera russa recante il simbolo "Z" a favore della guerra.  Non in ultimo, il convento di Sant'Elisabetta controlla sette società, impiega circa 1.600 persone e gestisce vaste attività agricole e commerciali.

Le contromisure 

Interpellate dal quotidiano francese, le suore hanno negato che i fondi raccolti in Francia vengano utilizzati per scopi militari, insistendo sul fatto che le loro entrate francesi finanziano esclusivamente rifugi per senzatetto e orfanotrofi. Tuttavia, Ouest-France ha sottolineato che la natura in contanti delle vendite effettuate dalla chiesa rende praticamente impossibile risalire all'esatta destinazione delle donazioni europee. Padre Antoine Nouwavi, parroco di Les Sables-d'Olonne, ha dichiarato a Ouest-France di aver precedentemente sospeso le visite delle suore, ma di averle riammesse quest'estate dopo aver ricevuto una garanzia scritta dalla Madre Superiora, precisando che avrebbe bisogno di una prova concreta dal Ministero degli Esteri francese per vietarle definitivamente. Sebbene il governo francese e la conferenza episcopale nazionale abbiano rifiutato di commentare la vicenda a Ouest-France, la pubblicazione ha sottolineato che le chiese del Regno Unito, della Polonia, della Svezia e della Svizzera hanno già bandito le suore di Minsk.

© RIPRODUZIONE RISERVATA