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Super El Niño, mare bollente e l’anomalia della temperatura nel Pacifico: i dati su un nuovo record


Un super El Niño si sta per affacciare sul globo, con le sue diramazioni dagli oceani ed effetti su Europa e Italia. Secondo diversi studiosi, si va verso un’anomalia mensile mediana della temperatura superficiale marina a +3,6 °C: ed è il picco previsto per El Niño, che sta prendendo forma nel Pacifico, che si sovrappone ad un pianeta, che sta diventando sempre più caldo, preparando il terreno a nuovi record di temperature nel 2027.

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La potenza di El Niño si avvicina sempre di più come uno "spettro" che si avvicina anche all'Europa, con conseguenze a catena sul clima globale. 

Quasi un grado di più rispetto al 2015
All’inizio di agosto i principali modelli di previsione stagionale concordavano nell’indicare un evento eccezionalmente intenso. Il picco atteso supera di 0,8 gradi il precedente primato, che fu registrato durante El Niño del 2015-2016, quando l’anomalia raggiunse circa +2,75 °C.

Dighe di Tegucigalpa

Dighe di Tegucigalpa (Wiki)

Superfice oceani temperature

Superfice oceani temperature (Reuters)

Il nuovo evento potrebbe superare il record precedente 
Nell’arco degli ultimi 150 anni, tra il più forte e il quinto El Niño più intenso corre una differenza di appena 0,5 °C. Il nuovo evento potrebbe dunque superare il record precedente di un margine più ampio di quello che separa i primi cinque della serie.

Come il mare alimenta temporali e cicloni tropicali
La dinamica che regola questo fenomeno si sviluppa attraverso un nesso di causa-effetto lineare e dalle conseguenze importanti: 
1: Aumento delle temperature superficiali delle acque dell’Oceano Pacifico 
2: Aumento che si traduce direttamente in un massiccio trasferimento di calore latente e di vapore acqueo verso gli strati superiori dell’atmosfera, processo alimentato da costante evaporazione superficiale. 
 

Superfice oceani temperature

Superfice oceani temperature (Reuters)

A studiarne l’evoluzione è anche la Fondazione Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), tra i pochi centri mondiali che analizzano El Niño attraverso modelli previsionali capaci di accoppiare pienamente le componenti oceaniche e atmosferiche. Le indicazioni modellistiche convergono in modo quasi unanime: il 96% prevede che questo El Niño diventerà il più forte dell’intera serie osservativa moderna. 

Fenomeno durerà fino a febbraio 2027
Le previsioni Wmo indicano una probabilità "eccezionalmente alta" che il fenomeno persista fino a febbraio, alimentando il rischio di siccità, alluvioni e altri eventi estremi in numerose aree del pianeta. È la prima volta che un aggiornamento Wmo su El Niño e La Niña esprime un grado di certezza così elevato, grazie alla forte concordanza tra i diversi sistemi di previsione stagionale della rete meteorologica internazionale.

Le mappe dell'ECMWF

La modellistica e le carte sinottiche elaborate invece da ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine) offrono una chiara rappresentazione di una specifica e violenta risposta dell’atmosfera.

Mentre il mondo cerca faticosamente di contenere il riscaldamento globale entro i +1,5°C, in estate l'Italia ha registrato un +4°C rispetto all'era preindustriale. Il limite infranto e le ipotesi sul prossimo anno con il previsto rinforzo del Super El Niño, che proiettano sul 2027 uno spettro, quello di superare ancora di più le temperature viste quest'estate. Ma cosa c'è di concreto e cosa invece rimane ancora uno scenario previsionale?
 

Di certo, l'ondata climatica che investirà parte di altri continenti, potrebbe abbattersi anche sull'Europa (e l'italia), con conseguenze, ancora imprevedibili. Ecco l'arrivo di El Niño, temperature più elevate e forti precipitazioni su quasi tutte le aree terrestri tra settembre e febbraio, con un rischio aumentato di inondazioni, siccità e caldo estremo.