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Svolta in Medio Oriente: Trump cede alle pressioni e sospende i raid contro l'Iran


Medio Oriente

Intesa vicina per disinnescare la crisi: Teheran e i Paesi arabi chiedono lo stop. Il presidente USA rinvia gli attacchi e apre al dialogo. Otto morti a Gaza, tra loro un bambino

Idf, ucciso miliziano nel commando del 7 ottobre

Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato di avere ucciso un altro dei miliziani responsabili della strage del 7 ottobre 2023. Ieri, l'Idf "ha eliminato il terrorista Salem Jamal Abd al-Rahman Abu Labad, comandante di una cellula Nukhba di Hamas. Si era infiltrato nel Kibbutz Nir Oz durante il massacro del 7 ottobre", si legge in una nota.  

Post Donald J. Trump @realDonaldTrump

Post Donald J. Trump @realDonaldTrump (Truth)

Il punto del mattino

Annullato l'attacco all'Iran. La nuova massiccia ondata di raid contro Teheran era attesa proprio nel weekend ma, a sorpresa, Donald Trump annuncia di aver acconsentito a fermare la nuova offensiva, a patto che si raggiunga subito un accordo. E' di poco prima la notizia, rivelata da Axios, di un colloquio con il principe ereditario saudita, nel quale Mohammed bin Salman esprime al presidente Usa la preoccupazione per gli annunciati piani di colpire obiettivi energetici iraniani, in risposta all'attacco missilistico iraniano contro una base statunitense in Giordania e alle continue interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. A cui aveva fatto seguito la minaccia di Teheran di una rappresaglia contro impianti energetici e infrastrutture in Israele e nei Paesi del Golfo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva messo in guardia il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan contro qualsiasi "azione avventuristica da parte dell'esercito statunitense". Assume quindi particolare rilevanza la tempistica della telefonata in cui il principe ereditario saudita esprime "preoccupazione" e chiede "chiarimenti sul piano d'azione". Non solo, Mohammed bin Salman avrebbe anche esortato Trump a ridurre la tensione. Sempre secondo Axios, anche altre potenze regionali, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Pakistan, stavano esercitando pressioni su Stati Uniti e Iran. Il sito americano ha rivelato che sabato i mediatori del Qatar hanno avuto colloqui separati con Araghchi, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e funzionari omaniti nel tentativo di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, colloqui in cui si sarebbero registrati dei progressi. A cui fa indirettamente riferimento lo stesso Trump nel post su Truth in cui annuncia di aver "acconsentito, per il bene futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un'Iran prospero e di successo, a annullare l'attacco" - nonostante "gli Stati Uniti" fossero "pronti all'azione" - ma "a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo". Il presidente Usa spiega infatti che "l'Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco", "poiché sono stati concordati i termini generali di un accordo: ciò comporterebbe l'apertura immediata, completa e totale dello stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana".

Gaza, 8 morti in attacchi notturni: Hamas accetta il piano Trump, ma Israele frena

Nuovi raid aerei israeliani hanno colpito diversi edifici residenziali a Gaza durante la notte, provocando almeno otto vittime, secondo quanto riferito dalla protezione civile locale.

Gli attacchi giungono mentre si registrano importanti sviluppi sul fronte diplomatico: Hamas ha dichiarato di aver accettato il piano sostenuto dal presidente USA Donald Trump, che prevede il graduale ritiro delle forze israeliane e la consegna delle armi. Tuttavia, Tel Aviv non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali e una fonte politica ha precisato che "non ci sarà alcun ritiro" senza l'effettivo e completo disarmo del gruppo militante.

Trump ferma i raid sull'Iran: "Accordo vicini, sospesi gli attacchi"

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sul suo social network Truth di aver annullato i pianificati attacchi contro Teheran.

Secondo quanto dichiarato da Trump, la decisione è arrivata dopo una richiesta diretta da parte dell'Iran e di altri Paesi del Medio Oriente, a seguito del raggiungimento dei termini generali per un accordo volto a disinnescare la crisi.

Teheran alza il tiro: "Pronti a chiudere altri stretti se gli USA continuano l'escalation"

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad-Bagher Zolghadr, ha lanciato un duro monito contro Washington: il prosieguo del blocco marittimo e delle azioni bellicose statunitensi rischia di estendere la chiusura ad altri stretti e punti strategici globali, con pesanti impatti sull'economia mondiale e sui mercati energetici. La presa di posizione arriva nel contesto delle fortissime tensioni seguite alla presa di controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.

Parallelamente, l'agenzia Irna riferisce di un'intensa attività diplomatica del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha contattato i vertici di Pakistan, Turchia e Arabia Saudita. Araghchi ha avvertito che l'Iran è in piena disponibilità difensiva e che qualsiasi aggressione — o supporto alle azioni di USA e Israele da parte dei Paesi della regione — riceverà una risposta decisa e proporzionata.

Teheran alza il tiro: "Pronti a chiudere altri stretti se gli USA continuano l'escalation"

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad-Bagher Zolghadr, ha lanciato un duro monito contro Washington: il prosieguo del blocco marittimo e delle azioni bellicose statunitensi rischia di estendere la chiusura ad altri stretti e punti strategici globali, con pesanti impatti sull'economia mondiale e sui mercati energetici. La presa di posizione arriva nel contesto delle fortissime tensioni seguite alla presa di controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.

Parallelamente, l'agenzia Irna riferisce di un'intensa attività diplomatica del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha contattato i vertici di Pakistan, Turchia e Arabia Saudita. Araghchi ha avvertito che l'Iran è in piena disponibilità difensiva e che qualsiasi aggressione — o supporto alle azioni di USA e Israele da parte dei Paesi della regione — riceverà una risposta decisa e proporzionata.

Tentativo di mediazione del Qatar: diplomazia al lavoro per riaprire lo Stretto di Hormuz

I mediatori del Qatar hanno avviato colloqui separati con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, funzionari dell'Oman e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, nel tentativo di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Stando a quanto riporta Axios, nelle ultime ore sono stati compiuti dei progressi nei negoziati. Tuttavia, resta ancora da chiarire se questi passi avanti saranno sufficienti ad allentare la forte tensione e disinnescare definitivamente la crisi nella regione.

Pressioni da Riad su Trump: Mohammed bin Salman frena sui blitz contro l'Iran

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha espresso forte preoccupazione al presidente statunitense Donald Trump riguardo all'ipotesi di nuovi e massicci blitz contro l'Iran. A rivelarlo è Axios, citando fonti vicine ai colloqui.

Trump sta valutando di colpire gli impianti energetici iraniani nei prossimi giorni, come ritorsione per l'attacco missilistico a una base USA in Giordania e per i blocchi al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, anche se non ha ancora impartito ordini definitivi.

Un’azione di questo tipo rischierebbe di scatenare un’escalation senza precedenti nel conflitto in corso da cinque mesi, con Teheran che ha già minacciato ritorsioni dirette contro le infrastrutture energetiche di Israele e dei Paesi del Golfo.

L'Iran avverte la regione: "Pronti a rispondere a qualsiasi aggressione USA"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avviato una serie di contatti diplomatici urgenti parlando con il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir, e con il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan.

Attraverso il suo canale Telegram, Araghchi ha messo ufficialmente in guardia contro qualsiasi "azione avventuristica" da parte delle forze armate statunitensi, ribadendo la piena determinazione di Teheran a difendere la propria sovranità nazionale, l'integrità territoriale e la sicurezza, con una risposta decisa e immediata a qualsiasi tipo di aggressione.

Tensione in Medio Oriente: gli USA invitano i cittadini alla fuga, allarme attacchi all'Iran

Le ambasciate statunitensi in Medio Oriente hanno lanciato un chiaro allarme ai propri cittadini: "Tenetevi pronti ad andare via in caso di escalation".

L'allerta giunge in seguito a indiscrezioni della stampa americana, secondo cui il presidente Donald Trump avrebbe già ordinato nuovi e pesanti attacchi contro l'Iran previsti per il fine settimana. A confermare il clima di fortissima tensione, lo stesso Trump ha pubblicato sul suo social network Truth alcune immagini esplicite e minacciose nei confronti del regime di Teheran.

A Gaza migliaia di madri in difficoltà ad allattare per malnutrizione

A oltre dieci mesi dall'entrata in vigore dell'accordo di cessate il fuoco, migliaia di madri palestinesi nella Striscia di Gaza continuano a incontrare gravi difficoltà nell'allattamento dei propri figli a causa delle restrizioni all'ingresso di aiuti umanitari e ai beni commerciali. Lo denuncia oggi Save the Children, in occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno che si celebra ogni anno dal 1° al 7 agosto. L'organizzazione e i suoi partner locali segnalano livelli elevati di malnutrizione tra le donne in gravidanza e in allattamento, con una situazione particolarmente critica nel nord della Striscia. Alcune madri, che non possono alimentarsi in modo adeguato, sono costrette a nutrire i bambini con acqua mescolata a ceci macinati o tahina, mentre altre interrompono l'allattamento prima del previsto a causa delle difficoltà incontrate e della mancanza di sostegno. In un comunicato l'organizzazione ricorda che, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato lo scorso aprile, almeno il 13% delle donne con neonati a Gaza soffre di problemi legati all'allattamento. Le operazioni militari in corso, l'insicurezza alimentare, gli sfollamenti ripetuti, le precarie condizioni di vita e il limitato accesso ai servizi sanitari stanno compromettendo la possibilità di iniziare e portare avanti l'allattamento. I dati Onu di luglio 2026 mostrano che, su quasi 29.000 donne incinte e in allattamento sottoposte a screening per la malnutrizione, oltre 20.000, pari a circa due terzi del totale, hanno bisogno di programmi alimentari supplementari specifici. Anche l'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), il principale sistema internazionale di monitoraggio della fame, stima che circa 24.600 donne in gravidanza o in allattamento avranno bisogno di assistenza nutrizionale urgente fino ad aprile 2027. Molte di queste difficoltà potrebbero essere mitigate attraverso un supporto professionale tempestivo e qualificato all'allattamento, ha sottolineato Save the Children. Tuttavia, l'accesso a operatori specializzati resta fortemente limitato in tutta Gaza.Parallelamente, la persistente insufficienza di fondi obbliga le organizzazioni umanitarie a ridimensionare interventi essenziali per la sopravvivenza, dalla nutrizione alla salute materna, dal supporto all'allattamento agli aiuti in denaro, mentre la crisi continua ad aggravarsi.

Una donna palestinese sfollata a Deir el-Balah

Una donna palestinese sfollata a Deir el-Balah (AFP)

Trump ha pubblicato su Truth una serie di immagini contro l'Iran

Il presidente americane Donald Trump ha pubblicato su Truth una serie di immagini generate dall'intelligenza artificiale, tra cui alcune minacciose nei confronti dell'Iran. Una delle immagini mostra imbarcazioni iraniane che galleggiano in mare con la didascalia "Obama/Biden", affiancata da un'altra immagine che mostra le stesse imbarcazioni iraniane affondate, con la didascalia "Trump"; sopra entrambe le immagini è riportata la dicitura "159 navi iraniane".

Altre due immagini mostrano aerei da combattimento. Quindi il presidente ha pubblicato un grafico, affermando "Trump sta distruggendo la valuta iraniana. L'Iran sta vivendo un'inflazione massiccia".Il presidente ha poi pubblicato un altro grafico, con la scritta "Ora gli Stati Uniti sono il re del petrolio - le esportazioni aumentano a un livello storico", commentando: "Grazie al presidente Donald Trump, le esportazioni di petrolio stanno aumentando".