okayduckyachtclub.xyz

«Tania Terrin si poteva salvare»: la famiglia vuole nuove verifiche. Il mistero dei due bicchieri trovati in casa


Massimo Pavan, l'avvocato della famiglia di Tania Terrin, ha chiesto l'accesso agli atti del fascicolo da 'codice rosso' compilato dalla pm Monica Guzzardi contro Dino Keber, l'ex compagno 43enne accusato del suo femminicidio prima di impiccarsi nella propria abitazione a Dolo. In alternativa, il legale chiede di poter entrare nella casa della donna, sotto sequestro da quando, la sera del 16 agosto, i carabinieri sono entrati nell'appartamento di Camponogara trovandola morta sul divano.

«Tania si poteva salvare»

Probabilmente, strangolata dall'ex fidanzato che già più volte l'aveva aggredita fino a ricevere una denuncia e poi un ammonimento formale del questore di Venezia. Nella casa, in una cartelletta, dovrebbe essere custodita tutta la documentazione relativa alla querela da parte di Terrin, con i referti medici delle volte che lui l'aveva fatta finire all'ospedale. Questi documenti non sono mai entrati nella disponibilità del legale della famiglia Terrin, che vuole visionarli per approfondire in che contesto sia maturato il probabile femminicidio della 39enne. Soprattutto, l'obiettivo è capire se si potesse fare qualcosa di più per scongiurare l'epilogo di domenica sera. Su questo, Pavan è prudente: «Probabilmente qualcosa di più si poteva fare, ma bisogna capire se c'erano i presupposti per farlo».

Non si è difesa, il mistero dei bicchieri

Sulla morte di Terrin, a seguito dell'autopsia effettuata venerdì che ha confermato lo strangolamento, emergono nuovi dettagli: tra questi, il fatto che sul corpo della donna manchino completamente segni compatibili con una difesa, come graffi sugli avambracci, lividi sui polsi o versamenti di sangue. Perché la 39enne non si sia difesa non è chiaro, tra le ipotesi il fatto che l'aggressione di Keber sia stata improvvisa o che la donna avesse dovuto assumere sostanze che ne abbiano inibito la reazione. Anche per questo, si attende l'esito degli esami sui due bicchieri trovati in casa di Terrin.

Ulteriori conferme dovrebbero arrivare domani, quando Claudio Terranova - lo stesso medico che ha eseguito l'autopsia su Terrin - esaminerà il corpo di Keber, alla ricerca di segni di possibile resistenza della donna. Il legale della famiglia Terrin è anche intenzionato a presentare un'istanza risarcitoria, se e quando verrà confermato che l'assassino della 39enne è effettivamente Dino Keber. L'azione colpirebbe gli eredi, se questi accettassero il lascito del 43enne. In alternativa, subentrerebbe lo Stato. Intanto, ieri l'avvocato ha presentato richiesta di nullaosta per organizzare i funerali di Terrin ed è possibile che già domani arrivi il via libera.


Ultimo aggiornamento: domenica 23 agosto 2026, 19:56

© RIPRODUZIONE RISERVATA