Turismo.
01 ottobre 2026 alle 00:13
Nel terzo trimestre dell’anno il Comune ha incassato 135.826 euroL’estate porta nelle casse del Comune quasi 55 mila euro in più rispetto allo scorso anno. È il segnale di una stagione turistica col vento in poppa per Oristano: nel terzo trimestre del 2026, quello compreso tra giugno e agosto, l’imposta di soggiorno ha raggiunto 135.826,50 euro, contro gli 80.858 euro incassati nello stesso periodo del 2025. Il dato Siope è ancora incompleto, ma la differenza lascia ben sperare anche per il risultato complessivo: nei primi nove mesi dell’anno gli incassi sono già arrivati a 194.465 euro, a fronte dei 217.011,75 raccolti nell’intero 2025.
Gli operatori
A confermare la fotografia dei numeri sono gli operatori. Paolo Pradelli, titolare di alberghi a Oristano, Torregrande e Putzu Idu, è soddisfatto: «La stagione è andata bene, meglio dello scorso anno, ad eccezione del mese di agosto – soprattutto in città – quando abbiamo dovuto abbassare leggermente le tariffe. Benissimo maggio e settembre e abbiamo prenotazioni fino a metà ottobre». Un bilancio positivo che trova conferma anche nelle parole di Rossella Sanna, della catena “Mistral”. Rispetto allo scorso anno, spiega, «si sono riattivati gruppi stranieri e settembre si sta rivelando un mese pieno, con molto movimento e la ripresa del business». Ma proprio quando la stagione potrebbe allungarsi emerge il nodo dei trasporti. «La continuità territoriale - osserva Sanna - resta incompleta e la riduzione dei voli penalizza soprattutto chi sceglie una vacanza breve. Dal 30 ottobre, quando sono garantiti molti meno voli, il movimento tende a calare sensibilmente, con il rischio di una Sardegna ancora troppo concentrata sull’estate». A incidere sul dato dell’imposta di soggiorno c’è stato il leggero ritocco introdotto a gennaio, ma un altro elemento importante è il completamento dell’iter del Codice identificativo nazionale (Cin), che ha contribuito a far emergere una parte delle strutture prima più difficile da intercettare. «Sono aumentate le strutture ricettive e soprattutto gli affitti brevi», spiega Mimmo Moro, presidente dell’Unione Turismo di Confapi Sardegna. L’aumento delle presenze nell’extralberghiero è stato circa doppio rispetto a quello registrato nell’alberghiero. «Il cliente sceglie la casa vacanza - osserva - soprattutto gli stranieri apprezzano sempre più la possibilità di vivere un’esperienza legata alla comunità locale».
I dati
I numeri forniti dall’Unione Turismo fotografano il fenomeno anche nel capoluogo. I ricavi annuali della ricettività extralberghiera sono cresciuti dell’8 per cento, mentre gli annunci online sono aumentati del 13 per cento. Nel pieno dell’estate gli immobili pubblicati e prenotabili sulle piattaforme digitali hanno raggiunto un picco di circa 380 unità tra luglio e agosto. Il risultato soddisfa il Comune. «I maggiori introiti testimoniano che le scelte sul turismo stanno premiando – sottolinea l’assessore Simone Prevete –. Bisogna continuare su questa via». Il gettito dell’imposta finanzierà interventi sul turismo, sulle strutture ricettive e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Ora la partita si sposta oltre l’estate: trasformare una stagione positiva in presenze distribuite più a lungo nell’anno.
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