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Tasse non pagate per 263mila euro. Albergatori ‘furbetti’ rischiano la sospensione della licenza


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Evadevano Imu e Tari: 5 imprenditori stanati dal Comune grazie ai controlli incrociati con la Prefettura. Dopo l’ultimatum i titolari degli hotel hanno iniziato a saldare i debiti a rate per evitare la chiusura.

Evadevano Imu e Tari: 5 imprenditori stanati dal Comune grazie ai controlli incrociati con la Prefettura. Dopo l’ultimatum i titolari degli hotel hanno iniziato a saldare i debiti a rate per evitare la chiusura.

Evadevano Imu e Tari: 5 imprenditori stanati dal Comune grazie ai controlli incrociati con la Prefettura. Dopo l’ultimatum i titolari degli hotel hanno iniziato a saldare i debiti a rate per evitare la chiusura.

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Hanno rischiato di chiudere i loro hotel nel pieno della stagione. Si sono salvati solo perché, dopo l’ultimatum del Comune, hanno deciso finalmente di saldare i loro debiti: 263.500 euro di tasse mai pagate. Sono i 5 titolari di altrettanti alberghi, finiti sulla ’lista nera’ di Palazzo Garampi per aver evaso Imu e tassa rifiuti. Per loro, dopo i ripetuti solleciti, erano già pronte le ordinanze di sospensione della licenza.

Lo prevede il nuovo regolamento comunale (in vigore da luglio) che include, tra gli operatori da sottoporre a valutazione di sospensione o revoca della licenza, anche i titolari di hotel segnalati segnalati alla Prefettura nell’ambito delle verifiche previste dal protocollo per la legalità del settore ricettivo e alberghiero. Un protocollo voluto per contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose e altre forme di illegalità (a partire dal riciclaggio di denaro sporco) negli hotel della Riviera.

I cinque albergatori avevano ricevuto già parecchi avvisi per mancato pagamento di Imu e Tari. Accertamenti mai impugnati dai diretti interessati. Fino all’ultimatum di Palazzo Garampi, che ha comunicato ai titolari degli hotel che se non avessero pagato "la licenza sarebbe stata sospesa".

Per evitare la chiusura, tutti e 5 gli albergatori hanno avviato le pratiche per regolarizzare la loro posizione. L’hanno fatto appena in tempo, prima della sospensione della licenza, iniziando a pagare a rate il loro debito, che ammonta complessivamente a 263.500 euro. Soldi che, finalmente, Palazzo Garampi sta recuperando.

"Quella dei nostri uffici – osserva l’assessore al bilancio, Juri Magrini – è un’attività mirata, che grazie al recente aggiornamento del regolamento abbiamo ulteriormente raffinato con l’obiettivo di far emergere le posizioni più gravi e i casi di elusione dei contributi più eclatanti o recidivi". Uno strumento con cui "abbiamo reso più efficace la lotta all’evasione, permettondoci non solo di recuperare i soldi sottratti alla collettività ma anche di monitorare le imprese, isolando quelle situazioni dietro alle quali potrebbero celarsi altri fenomeni di illegalità ben più gravi".

Nel 2025 erano stati 6 gli operatori segnalati: per 2 di loro era scattata la revoca della licenza".

Manuel Spadazzi

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