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Tedesco avvisa il Bologna: "Lazio forte, sarebbe follia sottovalutarla. Mercato? C’è un vuoto da colmare nel difensore centrale”


Bologna, 23 agosto 2026 – Intenso. O meglio intensità. Questa sarà la caratteristica che si augura abbia fin dall’inizio il suo Bologna. Domenico Tedesco è pronto al debutto, carico come si è definito lo stesso allenatore rossoblù che alla vigilia della sfida contro la Lazio ha dato ufficialmente il via alla nuova stagione: “Siamo nuovi, ci vorrà tempo. Non è un processo che finisce con la prima partita di campionato. Sono arrivati diversi giocatori nuovi, lo staff è nuovo, anche i vecchi giocatori hanno dovuto assimilare le nuove indicazioni. Siamo carichi, io sono il primo ad esserlo”. 

L’analisi di Tedesco

Il neo tecnico del Bologna parla sin da subito in modo schietto e analitico, presentando anche la sua filosofia di lavoro: “Se facciamo male non vado in giro a cercare scuse, inizio sempre da me stesso. Forse è anche la cosa che mi ha portato ad allenare a questi livello qui. Posso dirvi che la quadra sta crescendo dal punto di vista della personalità in possesso, nella gestione del pallone con coraggio. A prescindere da tutto vogliamo giocare, vogliamo il possesso. Lì percepisco una crescita”. 

La preparazione

L’estate rossoblù è stata vissuta tra alti e bassi, con i tifosi in fermento per il mercato ma anche per alcune sconfitte in amichevole: “La preparazione è bella, le amichevoli pure ma sono contento che ora iniziamo a giocare sul serio. Se guardiamo la preparazione, abbiamo preso diversi gol, qualcuno ci sta, qualcuno motivato dallo stato fisico, qualcuno su qualche cambio visto che in amichevole ne fa di più che magari non faresti in campionato. Questo è un punto in cui abbiamo un po’ sofferto”. 

A che punto è la squadra

Tedesco però si è mostrato particolarmente motivato e sicuro delle potenzialità della squadra anche in virtù di una grande fiducia nella società: “Sono molto rilassato, vedo delle persone che mi circondano che sanno cosa fare. Sono preparatissimi. Vi faccio l’esempio di Alhassane, Amondarain, sono giocatori che non conoscevo. Negli ultimi anni allenavo il Belgio, guardavo quello, in Turchia avevamo altro target. Loro sono ragazzi interessanti, mi piacciono molto. Finché non si chiude il mercato dobbiamo rimanere vigili, attenti. Sicuramente ancora manca qualcosina”. 

Il mercato

E a proposito di quel che manca dal mercato, anche in questo caso l’allenatore del Bologna non ha dubbi su quello che possa andare a completare la rosa: “Non siamo sorpresi dal mercato. Non c’è sorpresa che Lucumi ha lasciato il Bologna. I buchi di cui parlavo nelle passate settimane erano di principi, di tattica. Manca però un centrale, su questo non c’è dubbio. Se perdi Lucumi, che nella scorsa stagione ti ha salvato diverse situazioni, anche con il suo impatto, di certo sappiamo che c’è un vuoto da colmare”.

Tedesco avvisa il Bologna: "Lazio forte, sarebbe follia sottovalutarla. Mercato? C’è un vuoto da colmare nel difensore centrale”

Gerarchie e ruoli in campo

Importante sarà anche l’impatto dei singoli, con la posizione in campo di Orsolini e Bernardeschi ma anche con la scoperta Libra: “Siamo contenti perché abbiamo scoperto questo giocatore, che è un neo acquisto per noi. Ci saranno situazioni in cui andrà anche in Primavera ma se ci sarà occasione lo impiegheremo. Ha capacità importanti, in entrambe le fasi. Berna è sveglio, è bravo tra le linee e negli spazi stretti, ha il cambio di gioco, ha visione, sa accentrarsi per fare male. Lo ha fatto anche a Firenze e Torino e non è una situazione nuova”. 

La Lazio e il play basso

La prima avversaria della nuova era sarà la Lazio, che Tedesco ha studiato, pur non conoscendo personalmente Gattuso: “Ci aspettiamo un avversario molto forte, Sono troppo distante per giudicare l'ambiente, ma sarebbe una follia sottovalutarli”. Tra le idee del nuovo allenatore anche quella del play basso davanti alla difesa, ruolo che in diversi in rosa potranno interpretare: “Stiamo facendo molto bene con Moro ed El Azzouzi, anche Ferguson può giocare lì anche se ci ha giocato meno. C’è anche Amondarain”. 

Il capitano, il portiere e l’attacco

Chiare poi le gerarchie a livello di fascia e capitano: “De Silvestri, il secondo è Riccardo Orsolini e poi c’è Ferguson. Skorupski è il numero 1, Pessina è il numero 2, poi abbiamo Happonen come terzo che è un ragazzo promettente. Massimo è giovanissimo e ne vediamo il potenziale, ma Skorupski è ovviamente avanti nelle gerarchie”.

Una chiosa anche sul reparto offensivo, dopo l’addio di Castro e gli arrivi di Dovbyk e Piccoli: “E’ cambiato molto perché ovviamente con Santi eravamo contentissimi, avevamo già trovato una sintesi importante. Aveva fatto gol in amichevole in modo strepitoso ma sapevamo che se fosse arrivata un’offerta sarebbe potuto partire. La priorità era trovare subito un’alternativa importante, siamo contenti di aver trovato Dovbyk e Piccoli”.

Infine una battuta anche sulla sua vigilia, con Tedesco che sarà al debutto in Serie A: “Certo che dormirò. Sono molto tranquillo. Seguo e vedo la squadra tutti i giorni. Nelle ultime settimane, giorno per giorno, ho visto come abbiamo lavorato. Inizia il campionato, è molto bello ma siamo solo all’inizio”.