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Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio


I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli

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I media statali iraniani hanno diffuso un video di circa tre minuti con minacce rivolte a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente americano Donald Trump. Nel filmato si sostiene di monitorarne tutti gli spostamenti e, nelle immagini, compare la sede della New York University frequentata dal giovane. In serata è arrivata anche la rivelazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui Teheran avrebbe cercato di eliminare uno dei suoi figli.

"Dove e come uccidere Barron Trump?"

Il video, intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?" e tradotto da Euronews, mostra la sede della New York University e sostiene di aver individuato alcuni profili online del giovane e di suoi compagni di corso. "Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci", si afferma nelle battute finali. Secondo il portale Al Bawaba, il filmato sarebbe stato rilanciato da media vicini ai Guardiani della Rivoluzione. Il New York Post riferisce inoltre, citando fonti vicine al regime, di una presunta taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del figlio del presidente: un elemento che al momento resta non confermato.

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Gli altri video contro la famiglia Trump

Non è il primo contenuto di questo tipo diffuso da media legati a Teheran. A luglio l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, aveva pubblicato un filmato dal titolo "Dove uccidere Melania?", sostenendo di conoscere la posizione della first lady. Nello stesso periodo, in Piazza della Rivoluzione Islamica a Teheran era apparso un cartellone che ritraeva Trump in una bara con la scritta in inglese "We Kill Trump", mentre un altro video ricostruiva i percorsi del corteo presidenziale negli spostamenti tra le residenze del presidente in Florida e a New York.

Le minacce dopo la morte di Soleimani

Il presidente americano è oggetto da anni di minacce provenienti dall'Iran. La tensione si è acuita in particolare dopo l'uccisione, nel gennaio 2020, del generale Qassem Soleimani, comandante delle forze Quds, in un raid statunitense ordinato dallo stesso Trump nei pressi dell'aeroporto di Baghdad. La sua eliminazione ha rappresentato una delle massime escalation tra Washington e Teheran, con la Repubblica islamica che ha più volte promesso vendetta contro i responsabili dell'operazione.

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Netanyahu: "Hanno preso di mira un mio figlio"

Sul fronte delle minacce iraniane è intervenuto anche Netanyahu. In un'intervista all'emittente Channel 14, il primo ministro israeliano ha affermato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli. "C'è qualcosa di incredibile. L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli, ha cercato di ucciderlo", ha dichiarato. Le parole del premier arrivano dopo le polemiche sollevate dalla concessione della scorta ai familiari: il 16 luglio il Comitato ministeriale per gli affari dello Shin Bet ha approvato la protezione a vita per Netanyahu e per la moglie Sara, mentre i figli saranno tutelati per cinque anni dopo la fine del mandato del padre. Secondo fonti citate dal sito Ynet, gli apparati di sicurezza israeliani, compresi Shin Bet e Mossad, hanno stabilito che il premier e la sua famiglia restano esposti a un livello di minaccia elevato e permanente, legato alla volontà dei nemici di Israele di vendicare le azioni condotte durante la guerra. I media israeliani riferiscono che si tratta di un'informazione la cui diffusione era stata vietata per mesi.