Si è conclusa in poco più di mezz'ora l'identificazione dei militanti No Tav che stamane hanno lasciato il presidio di Venaus, dove erano giunti giovedì scorso a seguito del divieto prefettizio di campeggio a Susa, dove era stata prevista la quattro giorni. La polizia ha filmato volti e documenti degli occupanti delle auto - una trentina -, ha dato una rapida occhiata negli abitacoli, poi ha lasciato passare. Le uscite della provinciale 210 verso Susa e Mompantero erano presidiate dal reparto mobile schierato, che ha fatto transitare solo le persone identificate, che sono circa centoventi.
Tra clacson, slogan e bandiere, fuori dal 'non campeggio' di Venaus è stata formata una carovana di auto e furgoni dei militanti No Tav.
La carovana di auto e furgoncini dei militanti No Tav partita dal presidio di Venaus è stata bloccata lungo la strada provinciale 210. All'altezza del bivio per Mompantero e poco dopo, sotto al cavalcavia dell'autostrada, in direzione Susa, dove si trovavano due schieramenti del reparto mobile della polizia, assieme alla Digos.
Smontato il 'non campeggio' installato da giovedì scorso da alcune decine di No Tav nello storico presidio di Venaus, nel terreno di un privato. I militanti stanno raccogliendo zaini, sacchi a pelo e amache per riporle nelle proprie auto e furgoni. L'area resta presidiata da reparti antisommossa e personale della Digos della polizia, con controlli rafforzati da parte delle forze dell'ordine nei punti di accesso a Venaus. Per stamane, ieri i militanti hanno annunciato una mobilitazione: "Vogliamo rompere l'assedio", "saremo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus" e "dobbiamo far girare loro la testa". Sul posto sono presenti giornalisti, fotografi e operatori video. "Smettetela di riprendere, non c'è consenso", le grida dal presidio, dove i militanti stamattina sono alcune decine. Il movimento, giovedì mattina, si era spostato a Venaus dopo le ordinanze del prefetto di Torino, che hanno vietato tra l'altro il campeggio libero a Susa previsto inizialmente, poi anche a Venaus. I divieti e la sorveglianza rafforzata sono giunti dopo gli attacchi ai cantieri Tav - con oltre 120 unità delle forze dell'ordine ferite - al termine del corteo del 25 luglio scorso.
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