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Terni, votato ‘no’ al dimensionamento scolastico. Critiche per l’astensionismo del centrodestra


Aiuto compiti, immigrati, scuola, centro sociale

Il consiglio comunale di Terni ha approvato mercoledì mattina, all’unanimità dei presenti, l’atto che impegna l’amministrazione comunale ad attivarsi presso il ministero dell’Istruzione e del Merito per sostenere la soluzione transitoria proposta dalla Regione Umbria: mantenere, per l’anno scolastico 2026-2027, le 131 autonomie scolastiche con 130 dirigenti, ricorrendo a una sola reggenza. Tale scelta, secondo l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, «consentirebbe di evitare riorganizzazioni affrettate a un mese dall’inizio della stagione scolastica, garantendo un avvio ordinato del nuovo anno».

Astensione Proprio Barcaioli, in una nota stampa, ha sottolineato come l’approvazione dell’atto in consiglio comunale confermi che «sul futuro della scuola umbra esiste una preoccupazione condivisa, che supera appartenenze politiche e livelli istituzionali». Preoccupazione condivisa, però, non da tutti evidentemente perché la proposta che boccia il dimensionamento scolastico è stata votata all’unanimità dai presenti e i consiglieri di centrodestra (durante le votazioni, ndr) sono usciti dall’aula, a eccezione di Francesco Maria Ferranti e Roberta Trippini. E su questo l’assessore ha evidenziato come la scelta dei gruppi di centrodestra di non partecipare al voto lasci perplessa la Regione: «Di fronte a una questione che riguarda studentesse, studenti, famiglie, personale scolastico e comunità locali sarebbe stato auspicabile assumere una posizione chiara».

Tavolo «Accogliamo con piena disponibilità la richiesta di proseguire il confronto istituzionale con tutti i soggetti interessati», ha concluso Barcaioli, annunciando per venerdì 31 luglio il Tavolo previsto dalla legge regionale 112, dedicato all’organizzazione della rete scolastica, a cui parteciperanno Comune, Provincia, Regione Umbria, Ufficio scolastico regionale, istituzioni scolastiche, sindacati e rappresentanze delle famiglie. Anche Ferranti è intervenuto sulla vicenda, dichiarandosi convinto che «la scuola ternana non vada penalizzata, come invece fa il dimensionamento scolastico approvato dal ministero dell’Istruzione. Si tratta di un atto importante, che chiede di rivedere le scelte fatte».

Critiche Sulla stessa linea di Barcaioli si sono espressi anche Pd, M5S e Patto Avanti Terni, che hanno stigmatizzato l’astensione dei consiglieri di centrodestra e del gruppo misto: «Di fronte alla possibilità concreta di difendere le autonomie scolastiche ternane, il centrodestra ha scelto di non assumersi alcuna responsabilità. Ha preferito non contraddire il Governo e il ministro Valditara invece di schierarsi apertamente dalla parte delle esigenze della città».

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